(PRIMAMUSIC) Con “È sempre così”, il nuovo singolo di Federico Di Battista, prende forma un racconto autentico della vita di coppia, lontano da idealizzazioni e costruito sui piccoli gesti quotidiani. Il brano mette al centro contrasti, confronti e quella normalità fatta di alti e bassi che rende ogni relazione reale e riconoscibile.
Una ballata classica, impreziosita da arrangiamenti delicati, accompagna un testo diretto e sincero, capace di parlare a chi vive l’amore nella sua dimensione più concreta.
In questa intervista per Prima Music, l’artista racconta la genesi del brano, il valore del confronto nelle relazioni e le scelte musicali dietro una canzone intima e universale. (PRIMAMUSIC)
“È sempre così” racconta la quotidianità della vita di coppia: da dove nasce l’esigenza di affrontare questo tema?
Penso che spesso si parla della vita di coppia rappresentandola in una maniera molto leggera, spesso tutto rose e fiori, quando comunque non è quasi mai la realtà. La vita di coppia è fatta di attimi che riempiono la nostra quotidianità, tra alti e bassi. Volevo descrivere un po’ la vita di una coppia comune che trova la forza soprattutto nei piccoli gesti.
Nel brano emergono piccoli contrasti e momenti di confronto: quanto sono importanti nelle relazioni reali?
Per me il confronto è fondamentale. Capire cosa pensa l’altra persona per viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. Il confronto porta spesso a contrasti, ma sono importanti se servono a rafforzare il rapporto.
C’è un episodio personale che ha ispirato la scrittura del pezzo?
Tendo spesso a scrivere ciò che vivo e questa volta ho voluto scrivere la semplicità della mia quotidianità in modo da far rispecchiare chiunque nel pezzo.
Il titolo suggerisce una dinamica che si ripete: è una visione rassicurante o inevitabile?
Per quanto riguarda la canzone, è una visione sia rassicurante che inevitabile. Nel senso che per tutto quello che possa succedere, siamo qui e siamo vicini: È sempre così.
Musicalmente, come hai scelto di accompagnare questo racconto intimo?
Parlando della musica del brano, ho scelto una ballata abbastanza classica, perché secondo me sono quelle che principalmente funzionano quando si affronta questo argomento, accompagnato alla fine da archi, per esempio, perché hanno la capacità di toccare i nostri punti più sensibili.
Che tipo di ascoltatore immagini mentre canta questa canzone?
Immagino una persona romantica, riflessiva e molto profonda, in grado da saper comprendere parola per parola ciò che ho scritto.




