Dario Distasi «Penso alla pace e a chi siamo davvero. Dal primo riff di chitarra è partito un viaggio fantastico»

(PRIMAMUSIC) Dalla prima folgorazione infantile sulle note di Run To You fino all’esperienza live d’oltremanica e alle produzioni in studio più recenti. In questa chiacchierata con Prima Music, Dario Distasi approfondisce le radici del suo linguaggio sonoro, il valore centrale del messaggio rispetto alla forma stilistica, la resa emotiva dei brani sul palco e l’esigenza di verità che attraversa il singolo Nostalgia.

C’è un momento esatto che ricordi come la vera scintilla della tua carriera musicale, forse il primo amplificatore acceso o il primo riff imparato a memoria?

Certo. Era un best of di Bryan Adams, un regalo di Natale. Ero un bambino, e quando partí il riff di Run To You non ebbi dubbi: sarei stato un chitarrista. Quando, un po’ di tempo dopo, scoprii che magia portava creare dei miei brani, iniziai a passare giorni e notti a farlo.

La tua scrittura mescola introspezione, attitudine brit e sonorità calde: da dove trai principalmente l’ispirazione per i tuoi brani prima che si trasformino in suono?

Lascio che tutto quello che mi accade intorno diventi musica. Il mio modo di scrivere cambia costantemente e non per caso… voglio essere sempre spontaneo ed autentico.

La ricerca della libertà, la dinamica dei contrasti umani e il bisogno di verità: ci sono tematiche o urgenze emotive ricorrenti che continuano ad alimentare le tue canzoni?

Senza dubbio l’introspezione, la ricerca continua volta a capire chi siamo, dove ci porta il mondo là fuori e dove possiamo portarlo noi.

La ricerca della pace è un altro tema essenziale. A volte in forma più esplicita, come in When The Lights Go Down, altre volte tra le righe… I rapporti – e le storie che generano – sono un ottimo veicolo attraverso il quale raccontare il mondo.

Ho delle idee molto chiare e non ho paura di trasmetterle, temo invece chi non lo fa mai.

Dal rock d’oltremanica alle radici del cantautorato elettrico più autentico: quali band, chitarristi o dischi hanno segnato in modo indelebile la tua formazione?

Troppi per essere elencati in una sola risposta. In linea generale, credo di aver unito alle influenze più cantautoriali quelle proprie della mia veste chitarristica, quindi senz’altro musica strumentale e progressive, ma non solo.

Dalle prime produzioni fino alle pubblicazioni più recenti, come valuti la tua evoluzione sonora e la maturazione del tuo approccio in studio?

Credo semplicemente di star continuando una ricerca, che è iniziata molto tempo fa, con al centro il messaggio piuttosto che la veste sonora. Amo attraversare i generi e gli stili, purché riesca a sentirli miei. Gli esordi sono stati più ruvidi perché respiravo molto quel mondo, mentre credo di stare andando verso un punto nel quale scelgo cosa fare e poi come farlo “suonare”.

Sul palco la musica prende la sua forma più viscerale: qual è il brano del tuo repertorio che ami di più suonare dal vivo e quale adrenalina ti restituisce ogni volta?

Te ne dico due, per due motivi opposti.

Uno è Ghosts, un brano diretto e che fa l’occhiolino alle mie prime influenze.

L’altro è uno dei miei singoli recenti, Where The Wind Blows.

Sono brani profondi ed estremamente diversi, ma entrambi mi emozionano come se li avessi appena scritti.

Arriviamo a “Nostalgia”: com’è scattata l’idea di questo pezzo e come ha preso vita tra accordi, chitarre e parole?

Nostalgia è un brano con il quale, ad un certo punto, ho deciso di fare i conti con il passato. Anche per questo, questa specie di viaggio non poteva che avere le sonorità british che hanno accompagnato la mia esperienza in UK…

Parla di accettarsi, ma anche della lotta che ognuno di noi fa con un oggi inafferrabile ed effimero.

Quando parlo del mondo che ci crolla addosso, non potevo che collegare questa immagine ad un solo di chitarra intenso.

Mantenendo sempre dritta la rotta dell’autenticità e della musica suonata, quali sono i tuoi principali obiettivi artistici e professionali per il futuro?

Dal punto di vista del recording e delle release, sto lavorando ancora molto, così come riguardo ai prossimi capitoli live. Prendere parte al MEI di Faenza di quest’anno è stato importante, così come fare delle produzioni molto di recente. Voglio tornare a scrivere anche per altri progetti, insomma è un continuo work in progress!

Per scoprire di più sulle mie prossime release, seguitemi sui miei canali social e sul mio canale YouTube!

Instagram: instagram.com/dario_distasi

YouTube: youtube.com/dariodistasi (PRIMAMUSIC)

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