La rivoluzione “fuori asse” di Titta: guarda in anteprima il video di “Neurodivertente”

(PRIMAMUSIC) MILANO – Certe volte la vita si aggiusta con un refuso fortunato. Si scrive una parola sullo schermo luminoso dello smartphone, il correttore automatico inciampa su una lettera, e ciò che doveva essere una rigida catalogazione medica diventa improvvisamente un manifesto di libertà. È accaduto esattamente questo a Titta — al secolo Letizia Tassi, cantautrice, attrice e formatrice teatrale romana — mentre digitava tra gli appunti personali la parola neurodivergente. Dallo schermo le è rimbalzato addosso un neologismo involontario: “Neurodivertente”. Un termine sghembo, nato fuori asse, che invece di essere cancellato è diventato il battito cardiaco del suo nuovo singolo, disponibile dal 16 ottobre in radio e su tutte le piattaforme digitali (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy), e protagonista di una vibrante anteprima video.

Il brano si inserisce con coerenza chirurgica nel mosaico concettuale di “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, l’ambizioso progetto a cui l’artista sta dando forma release dopo release, dopo tappe intense come Cronika, Right here, right now e A metà strada. In un panorama musicale contemporaneo che spesso banalizza il discorso sul benessere psicologico riducendolo a slogan estetizzanti, Titta compie l’operazione opposta: rifiuta la retorica pietistica del “deficit da correggere” e squarcia il velo del disagio con la forza disarmante dell’autoironia. La neurodivergenza non è qui una gabbia diagnostica, ma il prisma caleidoscopico attraverso cui leggere la realtà. È la mente che corre al triplo dei giri del motore, che cambia corsia all’improvviso, che va in tilt per sovraccarico sensoriale e che si sente costantemente inadeguata dentro convenzioni sociali disegnate per ingranaggi più lineari e prevedibili.

La narrazione visiva del videoclip e la dinamica musicale viaggiano all’unisono, traducendo sul piano percettivo la vertigine dell’iperattività. L’arrangiamento non concede tregua né staticità: una cavalcata pop intrisa di graffi punk-rock, brusche sterzate ritmiche e improvvise aperture dinamiche che rispecchiano le sinapsi di chi fatica a fermarsi. C’è rabbia, sì, ma è una rabbia sublimata dal sorriso beffardo di chi ha deciso di non chiedere più scusa per il proprio modo di occupare spazio nel mondo. Titta affronta l’ansia da prestazione e l’ossessione per la conformità trasformando le proprie presunte mancanze in pura carica creativa.

«A un certo punto ho capito che potevo continuare a vivere le mie particolarità come qualcosa da correggere oppure imparare a prendermi un po’ meno sul serio e persino a riderne», racconta l’artista, condensando un percorso di liberazione che parla a un’intera generazione stanca di dover apparire impeccabile a tutti i costi. Perché non ogni inclinazione ha bisogno di essere raddrizzata; talvolta basta imparare ad abitarla, danzarci insieme e trovarvi dentro un senso di profonda, eccentrica bellezza.

La cifra espressiva di Titta, già vincitrice del Premio Mogol e del Roma Music Festival, affonda d’altronde le sue radici in un teatro-canzone viscerale, dove la vocalità e la scrittura non sono mai orpelli di maniera, ma ponti empatici con l’ascoltatore. La sua esperienza sul palco e nelle artiterapie espressive — un impegno civile e divulgativo che l’ha vista intervenire persino alla Camera dei Deputati — conferisce a ogni sua opera una densità umana tangibile, priva di ipocrisie.

Guardare il videoclip di “Neurodivertente” significa concedersi il lusso di respirare fuori tempo, accogliendo il caos come una risorsa irripetibile. Un invito lucido, coraggioso e irresistibilmente ritmato a fare pace con le proprie deviazioni di percorso. (PRIMAMUSIC)

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