Nùvo: «“Tra le mie felpe” ha rotto un blocco durato anni. Ora la mia musica è libera e autentica»

Ci sono canzoni che fanno molto più che raccontare una storia: a volte funzionano come vere e proprie chiavi capaci di riaprire porte sbarrate da tempo. Per Nùvo, il nuovo singolo “Tra le mie felpe” rappresenta esattamente questo: il crollo di un muro, la fine di un lungo blocco creativo e l’inizio di un nuovo capitolo in cui la musica torna finalmente a fluire senza filtri né giudizi.

In questa intervista, il cantautore ripercorre le tappe fondamentali della sua evoluzione, a partire da quel click a sedici anni che lo ha spinto a poggiare il violino per iniziare a dare la propria voce alle parole. Dalle suggestioni quotidiane nate davanti a una felpa dimenticata fino all’influenza di giganti del clubbing mondiale come David Guetta e Lady Gaga, Nùvo ci confessa come oggi riesca a far convivere un pop intimo e romantico con un groove travolgente. Una rinascita artistica autentica, che punta dritto al cuore dell’ascoltatore.

C’è un momento specifico, magari il passaggio a 16 anni dalla sola composizione strumentale alla voglia di studiare canto per dare tu stesso la voce ai tuoi testi, che ricordi come il vero inizio della tua carriera?
Sì, c’è un momento preciso. Avevo più o meno 16 anni quando, partendo dal violino, ho iniziato a scrivere i miei primi testi. Sentivo il bisogno di raccontare con le parole quello che provavo, oltre alle melodie strumentali. Solo più avanti è arrivata la voglia di interpretarli io stesso, e ho iniziato a studiare canto seriamente. È stato quel passaggio dal violino alla scrittura, e poi alla voce, il vero inizio della mio percorso da cantautore.

In “Tra le mie felpe” parli di dettagli quotidiani, come un profumo che resta o un vestito dimenticato. Da dove trai principalmente ispirazione per le tue canzoni? Ti lasci guidare più da queste suggestioni improvvise o dalla musica stessa?
L’ispirazione arriva quasi sempre da piccoli dettagli della vita quotidiana: un profumo, un oggetto, una frase sentita per caso. In “Tra le mie felpe” è proprio così. Generalmente mi lascio guidare prima dalle suggestioni emotive e dalle immagini, poi costruisco la musica intorno. Però a volte è il contrario: parte un beat o un giro di accordi che mi emoziona e allora cerco le parole che ci stanno dentro. Diciamo che è un dialogo continuo tra cuore e studio.

Racconti l’amore non sempre in chiave nostalgica, ma anche come un sentimento libero e spensierato. Ci sono temi o messaggi ricorrenti che cerchi di sviscerare nei tuoi testi?
Sì, l’amore per me non è solo nostalgia o sofferenza. Mi piace raccontarlo anche nella sua versione libera, giocosa e spensierata. I temi ricorrenti sono la vulnerabilità, la crescita personale attraverso le relazioni e la capacità di trovare bellezza anche nei momenti di chiusura o di passaggio. Voglio trasmettere che amare ed essere amati è complicato, ma resta una delle esperienze più belle che abbiamo.

I tuoi riferimenti spaziano da David Guetta a Lady Gaga, fino a icone storiche della dance. In che modo icone così giganti del clubbing internazionale riescono a convivere con la tua attuale direzione pop più intima e romantica?
Gli artisti grandi come David Guetta, Lady Gaga o le icone storiche della dance da Madonna a Kylie mi hanno insegnato l’importanza dell’impatto emotivo e della personalità forte. Anche quando faccio un pezzo più intimo e romantico, dentro c’è sempre quel DNA dance: la ricerca di un groove, di un refrain che rimanga in testa e di una produzione che abbia corpo. La direzione pop più intima non sostituisce quella dance, la completa. Voglio che la mia musica possa emozionarti sul divano con le cuffie ma anche funzionare in una serata tra amici.

Hai dichiarato che questo singolo ha rotto un blocco creativo durato diversi anni, agendo come “un cancello chiuso dall’interno” che finalmente si riapre lasciando fluire la musica. Come valuti la tua evoluzione artistica alla luce di questo importante sblocco?
È stato un sblocco importante. Per diversi anni mi sono sentito bloccato, come cementato, “Tra le mie felpe” ha rotto quel muro. Oggi mi sento più libero artisticamente. Sto scrivendo con più naturalezza, senza giudicarmi troppo mentre creo. Questa evoluzione mi sta portando verso una musica più autentica, dove tecnica e emozione finalmente camminano insieme senza ostacolarsi.

Per il videoclip del brano, girato a Milano e diretto da Giovanni Baracchi, hai scelto la massima semplicità per creare un contatto diretto e senza filtri con l’ascoltatore. È questa la stessa dimensione intima e minimale che sogni di portare anche dal vivo nei tuoi futuri live?
Per il videoclip abbiamo scelto la semplicità proprio per questo motivo: niente filtri, niente sovrastrutture, solo io e la storia. Nei live futuri , se ci saranno, vorrei la stessa dimensione: un palco essenziale, luci calde, un contatto vero con il pubblico. Magari con qualche momento più energetico per far ballare tutti, ma sempre con quell’intimità che permette alle persone di sentirsi davvero coinvolte. Ma al momento non è la mia priorità, adesso penso solo a creare e a cercare di regalare più emozioni possibili all’ascoltatore.

Da dove è nata l’idea per il tuo nuovo singolo “Tra le mie felpe”? C’è stato un momento preciso in cui quel “pezzo di stoffa” ha fatto scattare la scintilla della scrittura?
L’idea è nata una sera mentre cercavo di riprendere a scrivere. Davanti a me quella felpa che era rimasta lì per mesi a fissarmi come se stesse cercando di dirmi qualcosa, e in quel momento è scattata la scintilla! Il resto della canzone è venuto abbastanza velocemente, come se stesse già aspettando di uscire.

Tu stesso hai ricordato che per arrivare al cuore della gente non esiste un tempo misurabile. Con questo nuovo “fiume di musica” finalmente liberato, quali sono i tuoi obiettivi per il futuro in termini di carriera musicale?
Esattamente, non esiste un tempo misurabile per arrivare al cuore della gente. Il mio obiettivo è continuare a pubblicare musica con regolarità e autenticità. Vorrei costruire un percorso solido fatto di singoli, EP e magari un album intero nel prossimo futuro, chissà, il tutto però senza fretta, ma con tanta passione.

 

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