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Luisiana: “La paura non esiste” dissolve le catene della mente (recensione)

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Luisiana

Ho ascoltato “La paura non esiste” di Luisiana in loop per giorni, e ogni volta mi ha avvolto come una coperta intima in una notte d’ansia, quel tipo di disco che non ti colpisce in faccia ma ti penetra piano, facendoti annuire con un “ecco, è proprio così”.

Parto dal suono, perché è il primo gancio che ti cattura: un alternative pop che respira synth eterei e lo-fi graffiati, con dream pop che fluttua sospeso come nebbia siciliana. Ho sentito subito quelle texture morbide in “Radici”, dove il beat new soul con tocchi funk parte timido e poi esplode in un finale strumentale che mi ha lasciato a fissare il soffitto, pensando alle mie radici relazionali – quelle paure di scontro che l’artista descrive come parte inevitabile di noi.

La title track mi ha steso al primo play: quella ballad synth pop cresce piano, la voce fragile ma decisa, e a metà ti senti catartico, come se stessi rivivendo i suoi attacchi di panico e quel respiro riconquistato. L’ho riascoltata cinque volte di fila, immaginando di cantarla sottovoce in macchina di notte. “Naftalina” invece è il mio guilty pleasure: psichedelica, fluida, un pugno di libertà che spazza il conformismo – l’ho messa in shuffle e ho ballato in cucina, sentendo quella brezza marina che cancella tutto.

“Orsi polari” con Boscorizzontale è puro sole: pop immediato, da falò, e mi ha fatto sorridere rivivendo nostalgie di amici lontani. “Mastice” mi ha dato i brividi, con quel lo-fi post-rock che sa di rinascita – “nutri la tua fiamma interiore” mi è rimasta in testa come un mantra dopo una rottura. “Corrado” e la dolcezza del feat con Elena Rinaldi mi hanno fatto sperare in amori non detti, mentre “La storia” chiude tutto con una ballata new soul che è cinema puro: un incontro che cura senza forzare, e io l’ho finita con le lacrime agli occhi, sentendomi al sicuro.

Non è un disco perfetto, ha quella lentezza che a volte chiede pazienza, ma è autentico fino al midollo – una cura per la mente intrecciata, come dice lui. L’ho ascoltato camminando per Milano, e mi ha fatto sentire meno solo nelle mie ombre. Luisiana, torna presto sui palchi: questo esordio è solo l’inizio di una voce che arriva forte.

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