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Uscite discografiche

Vertigo, nuovo singolo per la cantautrice Francesca Monte

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NAPOLI – Vertigo è il nuovo singolo della cantautrice Francesca Monte. Sonorità elettroniche si fondono perfettamente con il testo diretto e crudo della cantautrice salernitana. Nel brano, senza giri di parole, Francesca Monte affronta il tema molto delicato degli attacchi di panico e dell’ansia. La musica crea un vortice e ti trascina in una dimensione instabile, si apre un vuoto apparentemente incolmabile. Solo la consapevolezza ti porta ad affrontare il problema e a non sottovalutarlo.
Il brano è scritto da Francesca Monte e prodotto con la collaborazione per la prima volta del producer scozzese MVMMOTH, insieme a Kevan e Daniel Baiolla, team ormai consolidato già per le precedenti release. Vertigo è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 16 Luglio 2021.

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Dark pop ed elementi latini: esce Doors, il primo EP di Kevan

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NAPOLI – Si chiama “Doors” il primo EP di Kevan, produttore, discografico e artista italiano. L’ EP contiene 4 brani scritti con l’aiuto di Daniel Baiolla (co-manager dell’etichetta Rotbaum Records) e il produttore Marin Arsene. “Doors” parla di frustrazioni comuni, come la fine di una relazione, la nostalgia, la voglia di denaro e la ricerca di motivazione. L’album vuole ispirare chiunque si riveda nei testi ad essere sempre più appassionati, indipendenti, forti e liberi. Le sonorità del disco spaziano dal dark pop ad elementi latini, accomunati da un concept Soul/R’n’B.
La traccia “Call Me” (when I’m dead) vuole motivare le persone a superare il proprio passato, incoraggiando a non cercare più le persone tossiche che hanno influenzato negativamente la nostra vita. La composizione del pezzo è stata profondamente ispirata dalla musica tradizionale Spagnola e Latina, specialmente dal gruppo Buena Vista Social Club, fondendo il ritmo del flamenco per aggiungere una texture ritmica più complessa, ad elementi Afro-Cuban come il piano e altri strumenti tipici caraibici e suoni elettronici per dare potere all’arrangiamento.
La traccia che da nome all’album “Doors”, parla del fuoco perpetuo di passione che brucia dentro al petto, una dichiarazione dedicata a tutte le persone che provano a vivere di ciò che amano, specialmente durante un periodo storico così duro anche per i più giovani, che spesso si sentono sopraffatti.

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“Canta appresso ‘a ‘nuie”, sull’estate italiana si abbatte il ciclone Megrè

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NAPOLI – Nell’estate della “ripartenza”, tra duetti nazionali, terzetti transgenerazionali ed altre sperimentazioni post-pandemiche, arriva il ciclone Claudia Megrè a cui riesce il colpaccio di mettere insieme un poker stellare composto da Andrea Sannino, Edoardo Bennato, ed i talentuosi rappers Moderup. Quattro espressioni di Napoli, quattro mondi ed altrettante generazioni, legate dal meraviglioso filo conduttore di questa traccia a sorpresa: “Canta appresso ‘a ‘nuie”.
La versione originale nacque quasi per gioco sui palchi dei concerti estivi di Edoardo Bennato; siamo agli inizi degli anni ’80, e per chiudere le serate, Edo si inventò “Canta appresso ‘a ‘nuie”, ska napoletano dalla metrica volutamente irregolare, per giocare con la band ed il pubblico. Il successo fu immediato, tanto da essere inserita, in versione “live”, prima come retro del 45 giri di “E invece no”, e poi nell’album “Live! E’ Goal!”. La traccia non fu mai registrata in studio e mai più ristampata.
Estate 2021: Claudia Megrè incontra ancora Edoardo Bennato (già insieme nel 2016 con “Le ragazze fanno grandi sogni”) e insieme a loro, la grande voce popolare “da record” di Andrea Sannino, e il duo dei Moderup, rappers della periferia artistica della città di Napoli, con già milioni di stream al loro attivo. Una traccia che viaggia di pari passo con la voglia di libertà e l’impazienza di rivedersi, di cantare insieme, magari proprio ad un concerto. Un’ironia che si rinnova nelle parole di Bennato e che rievoca, auspicandola, una nuova stagione live.
Autorevole anche il parterre di musicisti che hanno collaborato alla traccia: dallo storico chitarrista di Edoardo Bennato, Giuseppe Scarpato che, oltre a chitarre e tastiere, ha curato anche arrangiamento, produzione e mixing con Tiziano Borghi al Moma Recording di Firenze, al bassista di Claudio Baglioni e Loredana Bertè, Mario Guarini, Ivano Zanotti alla batteria (Ligabue), il percussionista Paolo Baglioni, mastering di Tommaso Bianchi, e la produzione esecutiva firmata Dino Manna e Gianni Gallo per Med Music Corporate.
Il videoclip, diretto da Mauro Ronga, gioca con le immagini dei concerti dell’epoca, perfettamente integrate nell’atmosfera fresca ed estiva che i protagonisti della traccia trasmettono, tra balli e sorrisi piacevolmente contagiosi.

 

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“Napule nun cagnà”: Francesco Merola canta in featuring con Cosimo Merolla

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NAPOLI – La Napoli bella, che resiste, che si accontenta trasformando i suoi difetti in pregi è la protagonista indiscussa dell’ultimo brano cantato da Francesco Merola in featuring con Cosimo Merolla, appena pubblicato su Youtube, Spotify e su tutti i maggiori digital store.  La canzone si intitola “Napule nun cagnà” è stata scritta da Cosimo Merolla, imprenditore nel campo della moda la cui passione per la musica napoletana lo ha spinto a scrivere e a cantare canzoni (attualmente ha all’attivo otto brani pubblicati).

Prima della joint venture musicale, tra Francesco e Cosimo è nata una profonda amicizia in quanto quest’ultimo (sui social conosciuto come “Cosimo Livello Alto”) ha pubblicato sui suoi canali una personale interpretazione del brano “Parla cu’ ‘mme”, canzone che Francesco ha dedicato al suo papà, il grande Mario Merola. Colpito e commosso dal gesto e dalle parole della dedica fatta pubblicamente (“Ho cantato questa canzone perché Mario non è stato solo tuo padre, ma il papà di tutta Napoli. E noi siamo figli di questa Città! Come tutti i padri, Mario non ci ha abbandonati: ha lasciato te, Francesco, una grande eredità!”), Francesco ha voluto conoscere Cosimo con il quale si è instaurato subito un clima di fiducia. “Da oggi in poi leva una “l” dal tuo cognome: non sei più Cosimo Merolla, ma Cosimo Merola, ti considero un fratello”: con queste parole si consolida il rapporto di stima e affetto tra i due. Dopo qualche mese Cosimo sottopone al figlio del re della sceneggiata napoletana il ritornello di “Napule nun cagnà” (“Napoli rimman nun cagnà, Napoli rimani into core mio, tutto o’ munno mo’ o’ adda capì, Quattro Jurnata ppe nun muri’”), originariamente strofa di una poesia, che Francesco trasforma in musica. Nasce così il sodalizio artistico.

“Dopo il monumento “Parla cu’ ‘mme” era molto difficile partorire una canzone classica di quel livello… Si può cedere all’innovazione, ma non a discapito delle proprie origini – afferma Francesco Merola -. Un bel giorno è venuto a casa mia un amico, mio grande fan: Cosimo. Mentre prendevamo un caffè mi ha invitato a sedermi al pianoforte e mi ha fatto ascoltare le parole di una poesia scritta da lui… Quelle parole mi sono piaciute d’impatto, le ho subito musicate e ho espresso il desiderio di cantare la canzone che era venuta fuori insieme a lui. E’ nata così “Napule nun cagnà”, una canzone che sicuramente avrebbe cantato anche mio padre, un testo che rappresenta a pieno la nostra Città, la Napoli genuina che rischia di scomparire a causa dei pregiudizi, e che invece bisogna ritrovare. Perché la Napoli di una volta non deve morire, non può morire, non morirà: tutti i grandi artisti, in qualsiasi parte del mondo si esibiscono, cantano una canzone classica napoletana”.

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