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Uscite discografiche

Greta Van Fleet: annunciato il nuovo album «The Battle at Garden’s Gate»

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MILANO – Dopo un milione di biglietti dei live venduti in cinque continenti,quattro singoli consecutivi alla #1, un GRAMMY Award, i GRETA VAN FLEET tornano con il secondo album “The Battle at Garden’s Gate”, disponibile dal 16 aprile 2021. E’ già possibile preordinarlo da oggi su Apple Music, Amazon Music, Spotify, YouTube Music e iTunes.

 

Una coraggiosa evoluzione dal disco di debutto del 2018 “Anthem of the Peaceful Army”, il nuovo album “The Battle At Garden’s Gate” è stato composto inizialmente durante il tour e poi in studio, dopo l’improvviso successo di “Highway Tune” nel 2017, che ha portato la band a fare le valigie, lasciare casa e assorbire impazientemente nuove esperienze in un tour in giro per il mondo.

 

Negli scorsi tre anni, i Greta Van FleetJosh Kiszka (voce), Jake Kiszka (chitarrista), Sam Kiszka(basso), e Danny Wagner (batterista) – hanno suonato davanti a centinaia di migliaia di persone in Nord America, Europa, Giappone, Australia, Sud America, Nuova Zelanda e in UK. Durante gli spostamenti da un live all’altro, questi viaggiatori del mondo alla prima esperienza hanno visto numerosi scenari sconosciuti, dalle favelas di San Paolo in Brasile, alla Gold Coast australiana, hanno incontrato e avuto conversazioni con fan e musicisti che hanno fatto scoprire loro un nuovo mondo. Per terminare l’era ricca di cambiamenti, il quartetto si è trasferito dal Michigan a Nashville, immergendosi in una città ricca di storia e tradizione musicale. La fusione di tutte queste esperienze ha aperto loro gli occhi a un nuovo mondo di cultura, storia, filosofia e spiritualità e ha dato inizio a un nuovo modo di guardare alla vita e approcciarsi alla loro musica.

 

I Greta Van Fleet hanno inserito tutto quello che hanno vissuto nelle nuove canzoni: la loro musica riflette la crescita spirituale e intellettuale, l’accresciuta consapevolezza delle ineguaglianze che flagellano il mondo moderno e la profonda empatia per ciò che vivono le altre persone.

 

Abbiamo realizzato che, mentre crescevamo, siamo stati protetti da molte cose, di cui non eravamo assolutamente consapevoli” ha commentato il batterista Danny Wagner. “E quando siamo stati buttati dentro questo mondo enorme, inizialmente è stato un po’ uno shock culturale. Ma nel momento in cui abbiamo iniziato a viaggiare di più, incontrare nuove persone e culture diverse, la nostra definizione di normale è cambiata.

 

Tutto è cambiato tranne che quello che ci ha portato fino a qui fin dal primo momento” ha aggiunto il bassista Sam Kiszka. “Tutto – la nostra percezione del mondo, la percezione stessa della vita, cosa vuol dire essere un artista, cosa significa fare parte di una Bellissima e meravigliosa società. Abbiamo acquisito una più grande comprensione del perché siamo qui.

 

In generale, gli arrangiamenti dell’album sono rilassati e ampi, danno alla musica una dinamicità piacevole, che permette alla band di toccare tutti i fondamenti del rock ‘n’ roll. “The Battle at Garden’s Gate” è quasi cinematografico, cattura quell’energia che toglie il fiato di un’esaltante scena di combattimento o la passione ardente di un riflessivo ed eroico protagonista che si toglie dai guai. La nuova musica mostra come i membri dei Greta Van Fleet stiano preparando il cammino di una nuova generazione di musicisti – i quali usano i fondamentali elementi del rock ‘n’ roll per costruire un progetto sonoro completamente nuovo.

 

The Battle at Garden’s Gate” trasmette una visione della musica moderna, la rappresentazione di una libertà di mescolanza di generi. Registrato a Los Angeles con Greg Kurstin (Foo Fighters, Paul McCartney), l’album è un progetto ambizioso ed esteso, anticipato dal secondo singolo “Age of Machine” e dalla hit rock già in Top 5 “My Way, Soon”.

 

Josh ha spiegato che “a livello di liriche è davvero dinamico, come lo è l’esperienza umana. È molto più che dolore o paura, è anche bellezza. Le persone hanno bisogno di alter persone, e l’amore è importante”. Nei testi, “The Battle at Garden’s Gate” riflette sull’influenza della tecnologia nella vita moderna, sul ruolo conflittuale che gioca a livello globale, sulla fallace realizzazione attraverso la ricchezza, e su domande filosofiche riguardanti la vita, l’amore e il potere.

 

Ci siamo evoluti tantissimo durante la scrittura di questo album, che è stato influenzato dalle esperienze che abbiamo vissuto tutti noi, c’è bisogno di un po’ di meditazione”, ha detto Josh, mentre Jake ha aggiunto che “riflette molto del mondo che abbiamo visto, penso che rifletta anche della verità personale. Quello che Josh fa davvero bene con le parole è raccontare antiche storie con un tocco contemporaneo”.

 

Per Josh, lavorare con Kurstin gli ha dato la giusta confidenza di cui aveva bisogno per portare la composizione in una dimensione più intensa. “Sono sempre un po’ esitante per quanto riguarda le mie capacità come artista; penso che molti artisti si sentano nello stesso modo”, ha detto. “Ma Greg mi è stato vicino mentre ero al piano, interessandosi in quello che stavo facendo – ed è stato davvero importante per me”.

 

Questa nuova confidenza del gruppo è palese. Josh suona imponente in ogni canzone, spingendo la sua voce, già acrobatica, a nuove altezze, mentre gli strumentisti si inoltrano senza paura in un nuovo territorio. Il suono di un semplice organo e di un riff acustico in stile folk-rock guidano una canzone, mentre un’altra si conclude con un torrente di chitarre che rivaleggia con le di cui Neil Young era capace sul palco con i Crazy Horse. “Per tutti noi, le performance – e gli aspetti di esse che vengono catturate – preservano dove siamo, musicalmente parlando, nel tempo in questo momento“, dice Jake.

 

Il futuro non è scritto e il cielo è l’unico limite per questi viaggiatori curiosi e cercatori di verità. Joshafferma che “sicuramente dopo questo, siamo cresciuti in tanti modi. Quest’album ci ha insegnato molto, sulla vita in generale, su noi stessi, su tutti noi come esseri umani, sul mondo in cui viviamo“.

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Dark pop ed elementi latini: esce Doors, il primo EP di Kevan

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NAPOLI – Si chiama “Doors” il primo EP di Kevan, produttore, discografico e artista italiano. L’ EP contiene 4 brani scritti con l’aiuto di Daniel Baiolla (co-manager dell’etichetta Rotbaum Records) e il produttore Marin Arsene. “Doors” parla di frustrazioni comuni, come la fine di una relazione, la nostalgia, la voglia di denaro e la ricerca di motivazione. L’album vuole ispirare chiunque si riveda nei testi ad essere sempre più appassionati, indipendenti, forti e liberi. Le sonorità del disco spaziano dal dark pop ad elementi latini, accomunati da un concept Soul/R’n’B.
La traccia “Call Me” (when I’m dead) vuole motivare le persone a superare il proprio passato, incoraggiando a non cercare più le persone tossiche che hanno influenzato negativamente la nostra vita. La composizione del pezzo è stata profondamente ispirata dalla musica tradizionale Spagnola e Latina, specialmente dal gruppo Buena Vista Social Club, fondendo il ritmo del flamenco per aggiungere una texture ritmica più complessa, ad elementi Afro-Cuban come il piano e altri strumenti tipici caraibici e suoni elettronici per dare potere all’arrangiamento.
La traccia che da nome all’album “Doors”, parla del fuoco perpetuo di passione che brucia dentro al petto, una dichiarazione dedicata a tutte le persone che provano a vivere di ciò che amano, specialmente durante un periodo storico così duro anche per i più giovani, che spesso si sentono sopraffatti.

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Vertigo, nuovo singolo per la cantautrice Francesca Monte

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NAPOLI – Vertigo è il nuovo singolo della cantautrice Francesca Monte. Sonorità elettroniche si fondono perfettamente con il testo diretto e crudo della cantautrice salernitana. Nel brano, senza giri di parole, Francesca Monte affronta il tema molto delicato degli attacchi di panico e dell’ansia. La musica crea un vortice e ti trascina in una dimensione instabile, si apre un vuoto apparentemente incolmabile. Solo la consapevolezza ti porta ad affrontare il problema e a non sottovalutarlo.
Il brano è scritto da Francesca Monte e prodotto con la collaborazione per la prima volta del producer scozzese MVMMOTH, insieme a Kevan e Daniel Baiolla, team ormai consolidato già per le precedenti release. Vertigo è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 16 Luglio 2021.

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“Canta appresso ‘a ‘nuie”, sull’estate italiana si abbatte il ciclone Megrè

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NAPOLI – Nell’estate della “ripartenza”, tra duetti nazionali, terzetti transgenerazionali ed altre sperimentazioni post-pandemiche, arriva il ciclone Claudia Megrè a cui riesce il colpaccio di mettere insieme un poker stellare composto da Andrea Sannino, Edoardo Bennato, ed i talentuosi rappers Moderup. Quattro espressioni di Napoli, quattro mondi ed altrettante generazioni, legate dal meraviglioso filo conduttore di questa traccia a sorpresa: “Canta appresso ‘a ‘nuie”.
La versione originale nacque quasi per gioco sui palchi dei concerti estivi di Edoardo Bennato; siamo agli inizi degli anni ’80, e per chiudere le serate, Edo si inventò “Canta appresso ‘a ‘nuie”, ska napoletano dalla metrica volutamente irregolare, per giocare con la band ed il pubblico. Il successo fu immediato, tanto da essere inserita, in versione “live”, prima come retro del 45 giri di “E invece no”, e poi nell’album “Live! E’ Goal!”. La traccia non fu mai registrata in studio e mai più ristampata.
Estate 2021: Claudia Megrè incontra ancora Edoardo Bennato (già insieme nel 2016 con “Le ragazze fanno grandi sogni”) e insieme a loro, la grande voce popolare “da record” di Andrea Sannino, e il duo dei Moderup, rappers della periferia artistica della città di Napoli, con già milioni di stream al loro attivo. Una traccia che viaggia di pari passo con la voglia di libertà e l’impazienza di rivedersi, di cantare insieme, magari proprio ad un concerto. Un’ironia che si rinnova nelle parole di Bennato e che rievoca, auspicandola, una nuova stagione live.
Autorevole anche il parterre di musicisti che hanno collaborato alla traccia: dallo storico chitarrista di Edoardo Bennato, Giuseppe Scarpato che, oltre a chitarre e tastiere, ha curato anche arrangiamento, produzione e mixing con Tiziano Borghi al Moma Recording di Firenze, al bassista di Claudio Baglioni e Loredana Bertè, Mario Guarini, Ivano Zanotti alla batteria (Ligabue), il percussionista Paolo Baglioni, mastering di Tommaso Bianchi, e la produzione esecutiva firmata Dino Manna e Gianni Gallo per Med Music Corporate.
Il videoclip, diretto da Mauro Ronga, gioca con le immagini dei concerti dell’epoca, perfettamente integrate nell’atmosfera fresca ed estiva che i protagonisti della traccia trasmettono, tra balli e sorrisi piacevolmente contagiosi.

 

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