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Recensioni

Pablo America: fuori oggi Grabowski

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MILANO – Fuori oggi, venerdì 11 dicembre, “GRABOWSKI” (Maciste Dischi/Virgin Recors Italia/Universal Music Italia), il singolo che presenta l’altra faccia del progetto artistico firmato da PABLO AMERICA, il nuovo artista del roster di Maciste Dischi. Il brano è disponibile in streaming e digital download al link: https://vir.lnk.to/grabowskiPR

 

“Grabowski” è il nuovo singolo alter ego dance di Pablo America, che, assieme a “Noi non siamo il punk”, disponibile da mercoledì 9 dicembre al link xxx, rivela il dualismo insito nel progetto musicale dell’artista: da una parte un cantautore radicale dalle strofe intime e i ritornelli impetuosi, dall’altra un produttore di musica dance visionario e temerario.

 

A proposito del nuovo brano, Pablo America commenta: “Grabowsky è il cognome di un mio compagno di scuola, con il papà polacco e la mamma tedesca. O viceversa, non ricordo bene. Dimenticava spesso lo zaino a casa e prendeva appunti sul banco. L’ho rivisto dopo anni per una colazione e c’ho scritto una canzone.”

 

Pablo America, attraverso questi primi due singoli, si presenta quindi con due identità ben distinte, ma che convivono nello stesso artista e verranno sviluppate parallelamente. Se in Noi non siamo il punksi riconosce il cantautore pop realista, in “Grabowski” il contrasto dell’elettronica è evidente e rappresenta il suo alter ego con una cura quasi maniacale, che confluisce in produzioni audaci ed ipnotiche.

 

Pablo America è un cantautore, produttore e Uber driver. Nato a Torino negli anni 90, vive da anni in campagna, nelle Marche. Canta e produce le sue canzoni con una chitarra, una tastiera e un computer. Prima di dedicarsi unicamente alla musica, fino a marzo di quest’anno, Pablo ha lavorato come Uber driver collezionando tra Roma e Milano oltre tremila corse che sono state come lui stesso ammette: “forse, la migliore ispirazione per le mie canzoni“. Il suo è un pop realista che stringe però a denti stretti una sensibilità gigante dai risvolti psichedelici, alimentata da un’abissale urgenza di coralità.

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Uscite discografiche

Francesco Colombo Da Oggi in Radio il Nuovo Singolo “Martina”. In Anteprima il video

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MILANO – Da oggi 7 maggio è disponibile in rotazione radiofonica “Martina” (Maninalto !), il nuovo singolo di Francesco Colombo. In anteprima il video del nuovo brano. “Martina”, sarà disponibile in digitale da sabato 8 maggio, è un brano di matrice soul, una soul track moderna che si colora di venature RnB e jazz. Arioso, suggestivo, l’arrangiamento sostiene una linea vocale ripiegata verso il basso nelle strofe, più intensa e dipanata nella tessitura alta nei ritornelli.
Caratteristico anche il solo di chitarra, che si avvicina a sonorità più jazz e procede all’unisono con un tenue scat. Martina non si riferisce ad alcuna donna in particolare. È una suggestione, una donna che può esistere come può non esistere. Una figura che fa bene quando c’è, e fa male quando non c’è.
“Capita più spesso di scrivere testi in lingua inglese – dichiare Francesco Colombo – Quando l’ispirazione mi porta a scrivere in italiano, le cose vengono quasi da sé, spontaneamente. Martina è uscita un po’ così, spontaneamente , cominciando a cantare con una chitarra in mano, ed è uscito un ritornello”.
Com’ è nata la tua passione per la musica ? «Fin da piccolo la musica mi ha sempre appassionato. I miei primi passi li ho mossi iniziando da piccolo a studiare chitarra classica. Mi sono successivamente avvicinato alla chitarra acustica e alla chitarra elettrica, in adolescenza, e ho cominciato a scrivere i primi brani. Scrivevo sia pezzi strumentali, sia canzoni cantate. Mi sono poi avvicinato al jazz e alla soul, mi sono diplomato in Conservatorio, senza mai smettere di comporre.».
Parliamo di Martina, un brano molto ben arrangiato, ci parli della sua genesi ? «Innanzi tutto grazie. È uno di quei brani che vengono da sé, inizi ed è già tutto lì. Credo che in quel momento avessi in mente sia sonorità soul classiche, sia quelle neo-soul che richiamano vagamente le armonie tendenti al jazz. È un brano nato sulla chitarra, anche se nell’arrangiamento finale la chitarra si prende un ruolo centrale esclusivamente nel solo, che ho voluto eseguire in unisono con una sorta di scat vocale.».
Cosa ne pensi del panorama musicale in Italia ?
 «Provengo da un ambito più jazz e soul, del quale posso solo parlare bene, il livello è alto, i musicisti sono eccezionali. Di certo è un ambito che non sempre riesce a far breccia nel mainstream, ma fortunatamente al giorno d’oggi, con le piattaforme digitali, è possibile ascoltare tantissima musica di diversi stili e natura, e conoscere moltissimi musicisti che meritano di essere ascoltati. ».
Come vivi la musica in questo momento delicato ?
 «Purtroppo con le stesse difficoltà di tutti, di coloro che appartengono al mondo dell’arte e dello spettacolo, ma anche di chiunque. Le occasioni per suonare sono state poche o sono scomparse del tutto, speriamo in una ripresa. Ho comunque continuato e sto continuando a scrivere e produrre: quindi di fatto non ci si è mai fermati, e infatti ho avuto la fortuna di poter far uscire questo singolo.».
Progetti futuri ?
«Ho molte cose pronte, altre in lavorazione ma a buon punto. Io scrivo principalmente in inglese, ma anche in italiano, pur con meno frequenza. Si sta ancora valutando se farle uscire come serie di singoli, EP o in un disco. ».

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La Monarchia: da domani il nuovo singolo “Ossa”

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image0MILANO – Disponibile da doman in radio e su tutte le piattaforme digitali, “Ossa” è il nuovo singolo de La Monarchia, prima co-produzione Flebo/Banana Studios su etichetta Flebo (A1).
Il brano – il primo con l’etichetta milanese – punta ambiziosamente a ridefinire il genere alt-pop italiano. La massiccia presenza di chitarre anni ’90 e i testi che raccontano le storie ordinarie di cui è costellata la provincia italiana confluiscono in un sound attuale e senza orpelli grazie ad una melodia diretta e al canto energico e senza fioriture del frontman e cantante Giulio Barlucchi.
Una storia d’amore, una città intrappolata nell’indefinita via di mezzo tra la metropoli e il paese sono le “ossa” del brano: un mood apparentemente disincantato si alterna fra strofa e ritornello fino a diventare, nello special finale, un grido generazionale che si interroga sulla complessità e, a volte, la frustrazione, di avere ambizioni da spendere in un mondo stretto come certe province italiane.
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“Ah-Ha” da domani in radio l’esordio di Alessio Alba

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image0 1MILANO – Ah ha” è il singolo e videoclip d’esordio di Alessio Alba, un invito a non prendersi troppo sul serio. Disponibile dal 7 maggio in radio, dopo l’anteprima su Repubblica, per Noise Symphony Music (distribuzione Pirames International), il brano è prodotto da Andy Milesi e finalizzato da Francesco Tosoni. Ah-ha parla della difficoltà e dell’ineffabilità del parlare dovuti all’imbarazzo dei primi incontri (nel caso di Alessio i primi appuntamenti con le ragazze). Le strofe rappresentano quei momenti in cui non si sa cosa dire, finché non ci si rende conto che parlare non serve. Ed è per questo che il ritornello è senza parole, perché spesso le parole non servono. “Ho comunque cercato di non scrivere un testo che parli solo del mio rapporto complicato con le ragazze al primo appuntamento (anche perché non basterebbe un 33 giri). Volevo che fosse qualcosa di più trasversale per regalare una risposta universale a chi non sa cosa dire, attraverso l’uso di un’esclamazione – Ah ha – cioè il nulla (che spesso è meglio!).” La canzone, caratterizzata da un ritornello che utilizza il synth vocale come sostituto alle parole per spiazzare e divertire chi lo ascolta, prende spunto dal pop anni 80 di “Footloose” di Kenny Loggins, e da “Take on me” degli A-ha per il ritmo e la batteria; da “Oh Superman” di Laurie Anderson per la sillaba Ah usata come base ritmica del pezzo. Alessio ha voluto sperimentare un mood più allegro perché crede fortemente nel potere della musica di risollevare il morale, specialmente in questo periodo. Ed è per questo che cerca sempre di trovare un punto di vista ottimista anche nelle canzoni con temi più tristi, uno spiraglio di luce in fondo. Il video che accompagna “Ah ha”, in cui il protagonista è lo stesso Alessio come un Mr. Potato di Toy Story, è un invito a non prendersi troppo sul serio. Un gioco di forme e colori che si lega al mood del brano, ritmato e spensierato, una decostruzione, come un puzzle per bambini o un mosaico, per spiazzare e divertire. “Quando faccio ascoltare le mie canzoni sono sempre concentrato sull’espressione del viso di chi ascolta, perché mi interessa sempre il contatto diretto con il pubblico. Anche con il video ho cercato di trovare un’idea che portasse un sorriso spontaneo a chi lo guarda”
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