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Recensioni

Birraio dell’Anno 2020: vince il titolo Giovanni Faenza

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ROMA – A Formello, alle porte di Roma, una delegazione di Fermento Birra, organizzatore del premio, ha consegnato a sorpresa durante una seguitissima diretta Facebook sabato 23 gennaio il premio nazionale Birraio dell’Anno nelle mani di Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab. 

 

Il riconoscimento, promosso da Rastal, Lallemand, J-Software e Mr. Malt, incorona il miglior produttore di birra italiano individuato dal voto di 100 giudici selezionati tra publican, esperti, degustatori e giornalisti secondo un meccanismo di voto che tiene conto della bravura e della costanza produttiva espressa nell’arco dell’anno. Una sorta di Pallone d’oro della birra che quest’anno è stato alzato da Giovanni Faenza di Ritual Lab. 

 

Merito di birre sempre al top della forma e soprattutto di una capacità non comune di saper interpretare in maniera impeccabile i più differenti stili birrari, attingendo con disinvoltura dal mondo delle Lager a quello delle Ale di stampo americano, passando per Sour, Saison e birre passate in botte. Una filosofia produttiva che ha come obiettivo quello di stupire, di folgorare, ma senza strafare, senza perdere di vista la bevibilità: birre dotate di personalità, graffianti, ma sempre bilanciate.

 

Una gamma ben nutrita quella del birrificio laziale dove non mancano all’appello esplosive IPA come la Tupamaros e la Too Nerdy, vere icone tra le versioni più muscolari del genere (8° alc.), o la Nerd Choice, versione depotenziata (3,9° alc) ma non in termini olfattivi dove mantiene l’irruenza fruttata e resinosa, o come ancora la Holy Haze, espressione del filone più moderno delle New England IPA. C’è poi anche una vena tedesca che emerge in maniera cristallina con birre del calibro della Ritual Pils, fulgido esempio di Italian Pilsner, della maltata e scorrevolissima Haus Bier, o della Bock, interpretazione di uno stile robusto quanto appagante. Sicuramente tra le frecce che sono andate a bersaglio nel recente passato impossibile dimenticare la Papa Nero e le sue versioni barricate: frutto di una collaborazione con gli americani della Voodoo Brewery (Pennsylvania), stiamo parlando di una imperial stout estrema che supera i 13 gradi alcolici, ricca di tostature, frutta secca e torrefazioni da accogliere con senso della misura e con il piacere di concedersi tempi di bevuta rilassati.

 

E pensare che tutto nasce quasi per gioco tra Giovanni e suo padre Roberto, entrambi amanti del buon bere e del buon mangiare che una volta scoperta la birra, quella vera, se ne sono innamorati a tal punto da volerla produrre. L’incontro con il birraio Emilio Maddalozzo, con un passato alla Carlsberg, non fa altro che alimentare il sacro fuoco della passione e fornire quelle basi teoriche per realizzare qualcosa di solido. Dopo un paio di anni da beerfirm per testare commercialmente il progetto, nel dicembre 2015 insieme all’amico di una vita Edoardo Ribeca, finalmente Giovanni compie il grande salto. Intanto le birre cominciano a fare breccia nei cuori dei bevitori, soprattutto sulla piazza romana, ma l’espansione, anche geografica, è dietro l’angolo e nel 2017 nasce “Ritual Lab On the Road” con l’obiettivo di consegnare direttamente dal birrificio in tutta Italia in tempo record e con trasporto refrigerato. Da quel momento i furgoni arancioni griffati Ritual Lab cominciano a girare per tutta la Penisola. Anche perché in pochi anni il birrificio è cresciuto ed è riuscito ad investire in una sala cotte da 24 ettolitri realizzata e personalizzata da Easybräu-Velo e su un sistema tecnologico avanzato di controllo qualità. Tra i progetti futuri su cui si punta molto c’è la cantina dedicata all’affinamento in legno, che permetterà di dare continuità ad un filone in cui il team di Ritual ha già dimostrato di saperci fare destreggiandosi tra le botti di Laphroaig, Chateau Margaux, Bourbon e Cognac, e già si parla anche di un punto ristorazione e di accoglienza con tanto di camere da realizzare negli spazi di proprietà attorno al birrificio. Da non dimenticare infine l’amore per l’arte che è disseminato un po’ ovunque nel mondo Ritual: pittori, scultori, performer ogni volta prendono parte ad un happening artistico-birrario che trasforma l’etichetta in una vera e propria opera d’arte.




CLASSIFICA BIRRAIO DELL’ANNO 2020
1° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
 
2° Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB)
3° Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)
4° Pietro Fontana e Matteo Bonfanti del birrificio Carrobiolo di Monza (MB)
5° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di S. M. Buon Albergo (VR)
6° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
7° Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
8° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani di MC77 di Serrapetrona (MC)
9° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
10° Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina
11° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
12° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Sirone (LC)
13° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
14° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
15° Nicola Perra del birrificio Barley di Maracalagonis (CA)
16° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
17° Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
18° Enrico Ciani del birrificio Birra dell’Eremo di Assisi (PG)
19° Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
20° Lorenzo Guarino del birrificio Rurale di Desio (MB)
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Uscite discografiche

Dark pop ed elementi latini: esce Doors, il primo EP di Kevan

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NAPOLI – Si chiama “Doors” il primo EP di Kevan, produttore, discografico e artista italiano. L’ EP contiene 4 brani scritti con l’aiuto di Daniel Baiolla (co-manager dell’etichetta Rotbaum Records) e il produttore Marin Arsene. “Doors” parla di frustrazioni comuni, come la fine di una relazione, la nostalgia, la voglia di denaro e la ricerca di motivazione. L’album vuole ispirare chiunque si riveda nei testi ad essere sempre più appassionati, indipendenti, forti e liberi. Le sonorità del disco spaziano dal dark pop ad elementi latini, accomunati da un concept Soul/R’n’B.
La traccia “Call Me” (when I’m dead) vuole motivare le persone a superare il proprio passato, incoraggiando a non cercare più le persone tossiche che hanno influenzato negativamente la nostra vita. La composizione del pezzo è stata profondamente ispirata dalla musica tradizionale Spagnola e Latina, specialmente dal gruppo Buena Vista Social Club, fondendo il ritmo del flamenco per aggiungere una texture ritmica più complessa, ad elementi Afro-Cuban come il piano e altri strumenti tipici caraibici e suoni elettronici per dare potere all’arrangiamento.
La traccia che da nome all’album “Doors”, parla del fuoco perpetuo di passione che brucia dentro al petto, una dichiarazione dedicata a tutte le persone che provano a vivere di ciò che amano, specialmente durante un periodo storico così duro anche per i più giovani, che spesso si sentono sopraffatti.

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Singoli

Mesa, Esposito: da venerdì 23 luglio esce in radio “Che Guevara”

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MILANO – Da venerdì 23 luglio sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “CHE GUEVARA”, il nuovo singolo di MESA ed ESPOSITO.

“Che Guevara” è un chiaro riferimento ai pensieri notturni di due artisti che si ritrovano a fare i conti con la propria esistenza, col proprio vissuto. Riflettono sulle loro scelte di vita, chiedendosi se sono giuste o sbagliate. Lo stesso arredamento dello studio diventa protagonista del brano, formando un elenco dettagliato di quadri, riflessioni e domande a noi stessi. Il titolo, “Che Guevara”, rappresenta la forza di affrontare i problemi di tutti i giorni e la voglia di cambiamento, quello personale che dovremmo tutti avere il coraggio di intraprendere.

 

Spiegano i due artisti a proposito del brano: «Ci siamo visti in studio per scrivere assieme e, mentre eravamo lì, lo sguardo si è posato sulla foto del Che appesa al muro. Di colpo i primi versi: “Vorrei il profilo di Che Guevara…”. Un eroe romantico, con barba e capelli lunghi come se fosse una pop star. Un rivoluzionario colmo di coraggio e sicurezza, valori che talvolta ci mancano per affrontare la vita di tutti i giorni. Con la poca fiducia in noi stessi, ci perdiamo dietro alle piccole cose, pensando di evitare i problemi, ma puntualmente, ci ritroviamo ad affrontarli».

 

Biografia

Diego Esposito, toscano per caso, nasce in un sabato d’agosto del 1986, fuori casa sua c’era il mercato. Impara presto a camminare e a scrivere canzoni. Nel 2017 pubblica il suo primo disco, “È più comodo se dormi da me”, per l’etichetta milanese Rusty Records, prodotto da Zibba. Il suo percorso, caratterizzato da numerosi live, ha modellato il suo modo di scrivere e lo ha portato prima, nel 2015, a partecipare alle home visit di X Factor e a diventare finalista al Premio De André, e poi, nel 2016 e 2017, a vincere Area Sanremo. Nel 2016 viene scelto per rappresentare il cantautorato italiano a Pechino per l’ambasciata italiana. Nel 2017 scrive la colonna sonora dello Spettacolo “Something” in scena al Teatro “New Victory” of Broadway di New York e collabora come autore per Warner Chappell. Nel 2018 si esibisce al concertone del “Primo Maggio” di Roma. Il 22 Marzo 2019 esce il suo secondo disco “Biciclette Rubate” che ottiene oltre il milione di streaming sulle piattaforme digitali e lo porta a esibirsi in tour per l’Italia. Attualmente sta registrando un nuovo lavoro in uscita a settembre 2021.

Mattia Mitrugno, in arte MESA, è originario di Mesagne (BR), fin da piccolo coltiva la passione per la musica. Decide di trasferirsi a Milano per fare sul serio e qui, nella capitale meneghina, matura tante esperienze televisive, sino ad arrivare alle trasmissioni Rai Ti lascio una canzone e The voice. Anche se ancora molto giovane realizza importanti traguardi ed esperienze, tra cui la partecipazione al gruppo “Made in italy” e la sua carriera da solista.

Il brano nato dalla collaborazione dei due artisti, “Che Guevara”, esce in radio e su tutte le piattaforme digitali il 23 luglio 2021.

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Uscite discografiche

Vertigo, nuovo singolo per la cantautrice Francesca Monte

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NAPOLI – Vertigo è il nuovo singolo della cantautrice Francesca Monte. Sonorità elettroniche si fondono perfettamente con il testo diretto e crudo della cantautrice salernitana. Nel brano, senza giri di parole, Francesca Monte affronta il tema molto delicato degli attacchi di panico e dell’ansia. La musica crea un vortice e ti trascina in una dimensione instabile, si apre un vuoto apparentemente incolmabile. Solo la consapevolezza ti porta ad affrontare il problema e a non sottovalutarlo.
Il brano è scritto da Francesca Monte e prodotto con la collaborazione per la prima volta del producer scozzese MVMMOTH, insieme a Kevan e Daniel Baiolla, team ormai consolidato già per le precedenti release. Vertigo è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 16 Luglio 2021.

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