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Jane Birkin: l’11 dicembre esce l’album della cantante, attrice e icona “Oh! pardon tu”

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MILANO – Il prossimo 11 dicembre JANE BIRKIN pubblicherà il suo album “OH! PARDON TU DORMAIS …”, in parte un adattamento musicale dello spettacolo teatrale omonimo scritto dalla Birkin negli anni ‘90, con alcuni testi recenti scritti durante la realizzazione dell’album ma soprattutto il progetto più intimo che la Birkin abbia mai pubblicato.

 La cantante, attrice e icona di stile racconta la nascita di queste 13 canzoni (scritte da lei stessa e messe in musica e prodotte da Etienne Daho e Jean-Louis Piérot) con queste parole: “Quando qualche anno fa, hanno programmato il mio film “Oh! pardon, tu dormais …” a La Gaîté Montparnasse, Etienne Daho veniva a trovarmi spesso. Il film gli è piaciuto molto e ha passato anni a cercare di convincermi a fare un adattamento musicale”””.

 Il nuovo album arriva 12 anni dopo il suo ultimo album di canzoni inedite

 Ad anticipare la pubblicazione il brano “LE JEUX INTERDIT” che JANE BIRKIN racconta con queste parole:In questa canzone ho rievocato la storia delle mie figlie, così ispirate dal film Jeux Interditsche da piccole hanno seppellito qualsiasi cosa, con riti solenni: anche l’arrosto della domenica! Giocavano spesso nel piccolo cimitero accanto alla nostra casa in Normandia e hanno scambiato di tutto sulle tombe. Per ragioni di giustizia, i più ricchi venivano espropriati a favore delle tombe più modeste. Le targhe, le viole del pensiero di porcellana, tutto era confuso: una targa a “Nostra cara zia” è stata posta su un’altra tomba generando non poco sgomento tra la gente del posto. E così è nata la canzone Les Jeux Interdits, più maliziosa del previsto … bambine che corrono per le colline …

Oltre a questo singolo è già disponibile anche il brano “Ta Sentinelle” (accompagnato dal video visibile qui https://youtu.be/KAUslj3BQ9I) che la Birkin racconta: All’inizio del processo di scrittura, questa melodia malinconica di Jean-Louis ed Etienne è stata ispirata dallo schema del testo di “Les jeux interdits”. Ma i testi sono stati sostituiti con questi, evocando gli anni a venire, l’amarezza provocata da un colpo di fulmine. I primi spasmi d’amore, così miracolosi ma che, come uno sprint di cento metri, non possono andare lontano. Uno sguardo malinconico, quasi invidioso, agli innamorati che si abbracciano sotto l’arco, senza perdere un secondo, perdendo se stessi l’uno nell’altro … l’erotismo di movimenti fugaci, segreti, questo stato benedetto e questa visione, a cui nessuno può rimanere indifferente. Dopo i dettagli diventano chiari: il suo profumo, il suo maglione rosso, il suo cappotto … l’assenza straziante, lo stare vicino all’altro, senza il quale il sonno non verrà … Gelosa di questi amanti, la protagonista urla nella sua testa “comme je vous envie [come vi invidio]”, piange il desiderio perduto, la passione svanita,” Tous ces amants me rendent malade [Tutti questi amanti mi fanno ammalare!] “… Lei implora “juste un baiser, comme dans le temps [solo un bacio, come ai vecchi tempi]”.

 

Prosegue poi raccontando di come il progetto generale ha preso forma: “Con Dolly, la mia cagnolina, sono andata a casa di Etienne per un incontro preliminare sul progetto. Mi sono seduta sul divano ed Etienne e Jean-Louis Piérot mi hanno fatto ascoltare alcune melodie che stavano scrivendo per me. È così che sono iniziate le sessioni di scrittura. Etienne ha rielaborato le mie parole sulla musica: ha funzionato subito, è stato tutto molto affascinante.”

Prosegue poi: “All’inizio, ci siamo ispirati alla sceneggiatura del film poi gradualmente ci siamo allontanati e abbiamo affrontato temi più urgenti: mia figlia Kate, la perdita, il crepacuore, i fantasmi, persino la scrittura dei testi in inglese … poco a poco siamo andati alla deriva verso altri orizzonti”.

 

Parlando nello specifico dei brani, la BIRKIN racconta: “Ho aperto il mio diario, che conteneva lo schema di due canzoni sulla perdita di Kate, scritte a Lione pochi mesi prima. Questo è stato il punto di partenza di Cigarettes. Su una melodia che ricorda Kurt Weill ho cantato al microfono “ma fille s’est foutue en l’air [mia figlia ha fatto una cazzata] …”. Questa cosa che sembra così oscena da dire per una madre che ha perso una figlia, è però molto giusta … La prima canzone è venuta così, molto rapidamente e naturalmente.

Ces murs épais è invece un’altra poesia sui doni che non potevo più fare a Kate, sull’orrore del cimitero, sui fiori lasciati lì in fretta, sul terrore per quello che poteva accadere sottoterra. Il titolo e il ritornello sono di Etienne. Questa collaborazione, che ha dato forma ai miei testi, è stata come una scossa elettrica … Da sola stavo ristagnando, ma insieme l’ispirazione è stata amplificata.

Max è un monologo pieno di sensi di colpa. Diciamo sempre che quando moriamo c’è solo un nome inciso nei nostri cuori, quello del nostro unico vero amore … ma poi penso che potrebbe essere stato un amore sofferto a cui non abbiamo mostrato pietà. Ho conosciuto un uomo molto tempo fa, un tecnico cinematografico. Eravamo in una discoteca per una festa di fine film. La musica era molto alta e gli ho detto che avrei voluto vedere il viso della sua fidanzata. Non capiva così ho urlato “Voglio vedere una foto della tua amante !!!!” … Ha preso una foto dalla sua giacca, ma era buio e non si vedeva bene, “Gli ho chiesto, chi è? ” e lui: “È l’uomo che ho ucciso!”.

Questo è quello che teneva nel portafoglio, vicino al suo cuore. Questa immagine insopportabile del giovane che aveva ucciso in Algeria a vent’anni. Sulle cupe musiche di Jean-Louis ed Etienne ho letto i versi della canzone con una voce fuori campo, punteggiata da ritornelli lirici, che danno vita e ritmo alla declamazione e permettono di andare avanti e non affogare nei ricordi.

Ghosts: per la prima volta ho scritto in inglese su questo pezzo di Jean-Louis ed Etienne che tanto mi ha ricordato un paesaggio di Gustave Doré. Una figura addormentata che libera i suoi fantasmi, che scivolano via e volano via su ali di pipistrello, una litania … nonni, genitori, figlia, nipote, mariti, amici, cani, gatti, tutti come i fantasmi di Fantasia (Disney)

A night on a bare mountain Il ritornello è una filastrocca risalente all’epoca della peste bubbonica, era cantata dai bambini. La progressione armonica discende e con essa i corpi degli adorati angeli.

FRUIT era una presa in giro che Kate, Charlotte e Lou mi lanciavano quando dal droghiere, non sapevo pronunciare la parola… ma dire “banane, pere, pesche” non era un problema. Era peggio in inglese! Con mio fratello e mia sorella ci siamo sussurrati per anni questa parola nelle orecchie e ogni volta urlavamo e ridevamo!

A marée haute si ispira alla spiaggia di fronte a casa mia nel Finistère. Devastata con la bassa marea, travolta dai ricordi con l’alta marea. Avevo dei testi nostalgici a cui Etienne ha aggiunto un tono più drammatico … questa canzone rappresenta metaforicamente il nostro matrimonio, un paesaggio a cui abbiamo aggiunto un faro, nebbia inglese sulla hangman’s beach e una pioggia leggera e cupa. “Si tu ne m’aimes plus, je ne m’aime plus non plus [Se non mi ami più, non mi amo più neanche io]” … Pura disperazione.

Bang tu m’a touchée. Da questa frecciata nasce una litania, il lamento ulcerato della ragazza … “Pas d’accord pour ces silences affreux [Non sono d’accordo con questi terribili silenzi]” grida isterica vomitando insulti, giustificati o no. E’ stufa degli artifici dell’amore, delle infedeltà, dei sospetti, del travestirsi per essere seducenti, del sarcasmo. Sono ricordi dolorosi dell’essere stata rinchiusa in un ruolo per anni, di essere stata invitata a sparire, a chiudere la bocca: alla fine non ce la fa più quindi “esquive des coups [schiva i colpi]”, si ribella. Non è più d’accordo.

Ma maladie envers toi. Questa frenesia di appassionata gelosia proveniva direttamente dal mio diario. Ero riluttante a pubblicarla e quasi l’ho cancellata, era un’ammissione così terrificante, ma era ben espressa, quindi l’ho lasciata. A Etienne è piaciuta molto! Voleva trasformarla in una canzone e quindi l’ha adattata alle musiche di Jean-Louis. I testi evocano una sorta di follia, ma ho scoperto che questa corrisponde perfettamente alla malattia dell’amore, alla passione, al possesso fallito. Illustra perfettamente questo stato, questa esaltazione che ho conosciuto così bene, ma che oggi sembra così distante, come se fosse la storia di un’altra. Ora posso riviverla, per la lunghezza di una canzone.

 

Je voulais être une telle perfection pour toi. Etienne ha creato questa canzone mettendo insieme tutte le frasi e le espressioni che aveva trovato in “Oh! pardon” e che si è pentito di non aver usato. Sono arrivata in studio e … sorpresa! Insieme alla sua musica tesa e inquietante, queste frasi fuori contesto, apparentemente non correlate hanno preso una forma squisita e surreale … intessute come pizzo … Sono stata sedotta, era come ricevere un dono. E questa era anche l’ultima canzone che stavamo per registrare il che dava una certa tensione alla mia voce.

Catch me if you can l’ho scritta in Bretagna, quando mi sono ritrovata da sola l’estate scorsa. La musica, composta da Jean-Louis, annuncia una caduta, e stavo cercando di scrivere su questo argomento, ma sono rimasta ossessionata da “guarda sto cadendo … prendimi se puoi”, e si è imposto. Ricordo un post-it che Kate aveva attaccato sul suo diario, su cui era scritto “felice come Ulisse tra i suoi genitori”: il desiderio di essere finalmente a casa per essere protetta, sana e salva. Mi dava fastidio pensare a questa cosa, suppongo fosse quello che voleva, forse quello che vogliamo tutti alla fine. Ho scritto come se fossi lei. L’ultimo suo ricordo che ho è a un cocktail party dopo il mio concerto a Châtelet. Era lì, vicino al pianoforte e, dopo che se ne fu andata, tutti parlavano di lei. Ognuno aveva un’opinione diversa su quello che aveva detto quella sera, come si era comportata, il suo fare… l’ho immaginata andarsene in punta di piedi, lasciandoci congelati nel tempo, come delle “Statue”.

 

Entrando nello specifico nel rapporto che si è creato con Etienne Daho e Jean-Louis Piérot, la Birkin racconta: “Per un attimo sono andata nel panico, perché ho capito che il nostro concept album era finito. I voli musicali e gli arazzi di Jean-Louis … Così spesso silenziosi. Solo un sorriso per mostrare la sua approvazione di un’idea, la nascita di una canzone, quando i miei testi si sono inseriti in modo così naturale nelle sue melodie. Etienne, e l’eccitazione di essere stata compresa così perfettamente da lui. Ho riflettuto su come presentava i miei testi, mettendoli in ordine. La cura con cui ha suggerito i cambiamenti, ha rielaborato i miei monologhi con un tocco incredibilmente leggero, tenero come un amante, assicurando che fosse nello stesso spazio della mia testa. Forse siamo spiriti affini.

Mi ha salvato da una vecchia ferita, mi ha liberato dalla malinconia e dall’inerzia. Abbiamo dato tutto, preso tutto e sono ancora sbalordita da ciò che noi tre abbiamo creato. Abbiamo dato vita a questa cosa … e questo mi commuove”.

 

Questa la tracklist completa di “Oh! Pardon tu dormais…”

  1. Oh! Pardon tu dormais…”  featuring Etienne Daho

(Jane Birkin/ Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)

  1. Ces murs épais                    (Jane Birkin – Etienne Daho/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  2. Cigarettes                            (Jane Birkin – Etienne Daho/Jean-Louis Piérot)
  3. Max                                       (Jane Birkin/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  4. Ghosts                                   (Jane Birkin/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  5. Les jeux interdits                (Jane Birkin – Etienne Daho/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  6. F.R.U.I.T featuring Etienne Daho             (Jane Birkin)
  7. A marée haute                    (Jane Birkin – Etienne Daho/Jean-Louis Piérot)
  8. Pas d’accord                        (Jane Birkin – Etienne Daho/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  9.  Ta sentinelle                                   (Jane Birkin/Jean-Louis Piérot – Etienne Daho)
  10. Telle est ma maladie envers toi   (Jane Birkin/Jean-Louis Piérot)
  11. Je voulais être une telle perfection pour toi!   (Jane Birkin/Etienne Daho)
  12. Catch Me If You Can           (Jane Birkin/Jean-Louis Piérot)
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Joe Barbieri da oggi il nuovo Album “Tratto Da Una Storia Vera”

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MILANO – A quattro anni di distanza da “Origami” (e dopo una deviazione per celebrare a proprio modo Billie Holiday attraverso il disco “Dear Billie”), Joe Barbieri torna finalmente alle proprie canzoni realizzando il suo album più autobiografico, dal titolo “Tratto Da Una Storia Vera”. Il fil rouge che sta alla radice dei nuovi brani è che tutti, in qualche modo, fioriscono dal vissuto più personale del cantautore napoletano.
«La verità è uno scrigno che difficilmente si fa scardinare, – racconta lo stesso Joe – nei momenti in cui mi pare di comprenderne una parte essa muta, propone di sé un’altra chiave, tanto da percepire di perderne un tassello altrove. Tuttavia, è a questa ricerca che continuo a sentire di essere in qualche modo devoto, specialmente nel mio percorso di Artista tanto che, in quasi trent’anni di strada, per scrivere la mia musica ho praticamente sempre attinto principalmente alle mie esperienze personali, o alle storie che ho incontrato. E sento il bisogno di continuare a farlo, se possibile con ancor più ostinazione e maggior intransigenza per questo nuovo appuntamento, in cui la vita stessa mi pare mi chieda di offrire senza remore tutto quel che posso dare».
E Barbieri non si è tirato indietro, confezionando un album palpitante, cinematico, generoso, in cui ogni canzone “vibra” con passione e luminosa onestà. Un album pervaso da una spina dorsale sinfonica che Barbieri ha voluto curare in prima persona (come del resto la produzione dell’intero album), fino all’ultimo dettaglio. Al suo fianco una schiera di Artisti amici di primissimo ordine: da Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da Fabrizio Bosso a Mauro Ottolini, Alberto Marsico e alcuni tra i musicisti di maggior talento del nostro Paese ed altri strumentisti che hanno registrato dai quattro angoli del pianeta.

“Tratto Da Una Storia Vera” si sviluppa sulla distanza di undici brani, dieci dei quali sono a firma di Giuseppe (“Joe”) Barbieri ed uno è una piccola grande sorpresa, il cui senso e la cui portata non sfuggiranno a chi conosce la sua biografia.

Questa la tracklist: La Giusta Distanza (con Fabrizio Bosso); Promemoria (con Mauro Ottolini); Previsioni Del Tempo; Niente Di Grave (con Jaques Morelenbaum); Lazzari Felici; Vedi Napoli E Poi Canta (con Alberto Marsico); In Buone Mani (con Carmen Consoli); Alla Fine; Tu, Io E Domani (con Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Sergio Cammariere, Tosca); Manifesto (con Quartetto Davabugi); Mentre Ridi.
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“Barre”, Kento racconta la sua esperienza nelle carceri con un libro e uno street album

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MILANO – Raccontare l’esperienza di “insegnante di rap” nelle carceri minorili tramite le parole di un libro e la musica di uno street album: questo l’obiettivo del rapper e scrittore Francesco “Kento” Carlo che giovedì 28 gennaio pubblica “Barre”. Il libro “Barre – Rap, sogni e segreti in un carcere minorile”, edito da minimum fax, è disponibile in tutte le librerie, mentre lo street album intitolato “Barre Mixtape” è su tutte le piattaforme digitali e, nelle prossime settimane, uscirà su vinile per Aldebaran Records.

Nelle 177 pagine del volume, Kento racconta la sua esperienza maturata in oltre dieci anni di laboratori in vari istituti penitenziari italiani, a contatto con centinaia di ragazzi detenuti, insieme ai quali ha scritto strofe, ritornelli e punchline. Nei suoi laboratori, Kento stimola a incanalare nella creatività la rabbia, la frustrazione e la tentazione di fare del male agli altri e, più spesso, a sé stessi. Barre racconta queste esperienze – con gli strumenti della narrativa, perché la legge impone di non rivelare nulla che possa collegare le vicende narrate ai protagonisti reali – e insieme riflette sul classismo insito nel sistema della giustizia minorile italiana, in cui a finire dentro spesso non sono i più colpevoli ma semplicemente gli ultimi per condizione economica, culturale e sociale. Barre, come quelle di metallo alle finestre della cella. Barre, come vengono comunemente definiti i versi di una strofa rap. Barre, come i segni di penna sui nomi dei ragazzi che non frequentano più i laboratori. Perché sono usciti, finalmente liberi. Perché sono diventati grandi e devono trasferirsi nel carcere degli adulti. Perché non sono mai rientrati dai permessi premio, e chissà che fine hanno fatto.

Il disco è stato registrato e masterizzato allo storico Quadraro Basement e vede le produzioni di Shiny D, Goedi, DJ Fuzzten, Gian Flores, Dj Dust, Giovane Werther e un feat. di Lord Madness. Tredici tracce dove la poesia incontra il boombap e le classiche rap ballad si alternano a incursioni nelle sonorità più moderne, senza mai perdere l’attenzione al messaggio che è da sempre il tratto distintivo dell’MC reggino. Un lavoro legato a doppio filo al libro perché nato dalla stessa ispirazione, e scritto in buona parte nel periodo in cui – per colpa del lockdown – i laboratori in carcere hanno subito un’interruzione forzata, così come i concerti. In attesa di poterlo sentire dal vivo, è prevista quindi un’edizione in vinile di sole 100 copie numerate a mano e autografate, su supporto in formato 180 grammi nero con effetto marmorizzato giallo, che richiama la copertina del libro. Il vinile di Barre Mixtape è disponibile in pre-ordine sul sito di Aldebaran Records in bundle con il libro stesso e, per chi vorrà, anche con una t-shirt realizzata in esclusiva dalla cooperativa Jailfree, che si occupa del reinserimento lavorativo dei detenuti.

minimum fax è un editore che ho sempre stimato, e vedere il loro logo accanto al mio nome in copertina è un traguardo importante e uno stimolo per il futuro“, dichiara Kento. “Trovo particolarmente significativo abbinare quest’uscita a quella del vinile per Aldebaran Records, protagonista di alcune delle uscite su supporto analogico più significative degli ultimi anni“.

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Da Tormento ai Sottotono, da Yoshi a Massimiliano: in arrivo a febbraio in digitale gli album che hanno fatto la storia dell’artista e dell’hip-hop italiano

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MILANO – Nel mese di febbraio sono in arrivo grandi sorprese per i fan di Tormento: dopo le tante collaborazioni durante gli ultimi due anni, dal palco dell’Ariston con Big Fish al fianco di Livio Cori, fino alle radio con il singolo Acqua su Marte featuring J-Ax, l’artista regalerà ai suoi fan una storica collezione di album con l’aggiunta di inediti, remix e altre sorprese mai pubblicate in digitale, che spianeranno la strada ad una nuova attività musicale nel corso di questo 2021.

Questa iniziativa prende vita da importanti riflessioni che hanno spinto Tormento a ripercorrere, in questo anno di stop dalle attività live come quello che ci lasciamo alle spalle, i passaggi fondamentali del suo percorso artistico, inducendo l’artista a recuperare ciò che nel tempo ha prodotto e presentato al suo pubblico in musica.

“Quest’anno appena passato lascia in bocca un gusto un po’ amaro, ma tutte le esperienze che a caldo cataloghiamo come negative, spesso sono quelle che ci fanno riflettere di più. Ero in tour da una vita, sempre di corsa, da una città all’altra, da una canzone all’altra e abbiamo tutti ricevuto un improvviso e sonoro ‘Stop’. Un periodo di fermo che mi ha ‘obbligato’ ad avere più tempo per me, guardarmi dentro e fare un po’ i conti con il mio passato. Forse ne avevamo bisogno, e anche se un po’ ce lo dobbiamo, non lo facciamo mai”, spiega Tormento.

“Il 2020 è stato un anno intenso e lo ricorderò come l’anno del mio riavvicinamento a Big Fish, rientrare in studio con lui come Sottotonoha scatenato un corto circuito temporale. Un anno di riflessioni importanti. Scavando nel profondo, e anche nei miei hard disk, ho voluto idealmente chiudere un cerchio. Ho raccolto tantissime canzoni, e chicche ancora inedite, che sono stati piccoli passaggi fondamentali del mio percorso artistico. Perché tenerli per me? Perché non condividerli? Ricevo sempre un sacco di affetto che non do per scontato tramite i social. Così ho voluto fare un regalo a chi mi è sempre stato vicino e mi ha sempre supportato.”

Nel corso del mese di febbraio saranno pubblicati in digitale gli album che hanno segnato la storia dell’artista e che ne hanno definito il lungo percorso musicale che ha accompagnato tanti affezionati nel passaggio attraverso la storia dell’hip-hop italiano.

Dalle pubblicazioni storiche come Il Mio Diario (2006) fino alle release sotto il nome di YOSHI e ancora i joint album con innumerevoli collaborazioni, saranno tante le chicche e gli inediti in programma per questa nuova stagione di musica.

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