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Beercock: è disponibile in esclusiva su Bandcamp “Human Rites”

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È disponibile in esclusiva su Bandcamp “Human Rites” (800A Records), secondo disco dell’artista anglo-italiano BEERCOCK (dal 18 dicembre sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e nei negozi in formato CD e vinile 12” in edizione speciale trasparente): un’opera che evidenzia la visione del disco come gesto darte, che punta all’utilizzo esclusivo dei suoi due strumenti principali, il Corpo e la Voce, e che fa della musica solo uno dei suoi linguaggi.

Con una ricerca sonora completamente nuova rispetto all’esordio discografico del 2017 (“Wollow”), BEERCOCK ha indagato i mezzi e i confini della Voce e del Corpo e si è spinto verso una costruzione, elegante e potente, di un linguaggio nuovo e ancestrale allo stesso tempo. Il muro di voci dei brani più corali rimandano al gospel, ma più in assoluto al Rito, ad una umanità fatta di vibrazione ed energia collettiva. I beat (e tutta la mappa ritmica del disco) sono un ponte ideale tra le influenze urbane che arrivano aHuman Ritestramite la black music di cui è intriso e una dimensione tribale che attraversa tutta l’opera. Su questo impianto percussivo possente, la voce è lasciata libera di esprimersi dinamicamente e timbricamente, di penetrare l’ascolto e dominarlo con densità e forza emotiva.

L’ancestrale, il tribale, il rituale, la dimensione individuale e corale, sono gli obiettivi finali di BEERCOCK in quest’album mai fine a se stesso: “ogni episodio è un rito umano da condividere con la società, in questo periodo storico attraversata da un terremoto che ha portato a ripensare alle dinamiche più profonde tra individui e collettività, tra prossimità e distanza, tra fisico e digitale. “Human Rites” è un disco del 2020 e non potrebbe essere altrimenti: ogni gesto, ogni suono fatto di Corpo e Voce, è generato dalla tensione di un essere umano a cui saltano tutte le sovrastrutture e ogni certezza sul futuro. È un invito a stare vicini per mezzo del Rito, mentre intorno vola tutto”, spiega l’artista.

La tracklist è composta 9 brani: l’’album apre con “See you around the bend” (ascolta su Bandcamp), un inno all’umanità, l’inizio di tutta la liturgia di voce e corpo del disco. Poi il canto tribale di “Unfolded”, una esortazione energica ad aprirsi agli altri, un invito a fare comunità. My day becomes an hour”, un brano soul accompagnato da un grande piano solitario: una richiesta di attenzioni al partner assente. Burn my lyre” è l’episodio più criptico: canto e ritmo si esaltano, si trasformano in ascesi, si mescolano: raccontano il bisogno di bruciare il passato verso un futuro incerto. “In bliss” rappresenta Il rito vero e proprio: un mantra di mani, petti, fischi, voci ronzanti. Un richiamo ad antichi ritmi tribali, che non hanno bisogno della parola. “Feel your fall” (video diretto da Vincenzo Guerrieri e co-prodotto da PANK Agency e Garage Arts Platform Guarda qui) racconta, invece, di uno stormo di falene che si attorciglia ad un fulmine per poi precipitare: una ode alla forza desiderio. Solo corpo e voce. “The wreck of a rainbow” è una storia d’infanzia, un’ode alla fantasia dei bambini. In “The names of things l’artista cerca di indagare la difficoltà di trovare le parole giuste per spiegarsi: perché il nome delle cose, per via di come canto, non sembra mai ordinario”. You and your nudity”, “in cui tento di arrampicarmi sui versi di un poeta che amo molto, per esprimere i miei sentimenti verso una persona, ma quello che esce è solo un nonsense pieno di immagini. Inseguito dal tempo, dichiaro sconfitta e dico le cose come stanno, senza girarci intorno”, racconta BEERCOCK.L’opera si chiude con Cling”: un canto sulla separazione, forse fra i sentimenti più sentiti negli ultimi mesi. Una melodia lontana, come in una caverna: la voce emerge come una presenza, come un fiore nel buio.

L’intero album, realizzato col sostegno di MiBACT e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Per chi crea”, è prodotto da Fabio Rizzo con l’uso di un solo microfono per la ripresa di tutte le parti vocali e dei beat del fiato e delle mani, poi processati fino a costruire il muro di suono che attraversa tutta l’opera: una vera e propria performance in studio dell’artista e del produttore. Testi, musica, voci e body beats sono a cura di BEERCOCK. Prodotto, registrato e mixato da Fabio Rizzo a Indigo Studio, Palermo che spiega il perché la 800A Records punta su Bandcamp: “è una piattaforma orientata al 100% al supporto di artisti e label. A differenza di altre piattaforme più orientate al “consumo” della musica, Bandcamp fa in modo che il fan instauri un rapporto da sostenitore attivo dei propri artisti preferiti. È la realtà che più si è spesa a favore di chi produce musica nel mondo nell’anno del Covid”. Arrangiato con Francesco Leineri e masterizzato da Stabber. Artwork: Alba Scherma.

Note biografiche: BEERCOCK è un performer anglo-italiano: cantante, musicista, poeta e attore di teatro. Da musicista, ha pubblicato il suo primo album solista Wollow(2017, 800A Records), e lo ha promosso in due anni di tour tra Italia e Regno Unito in radio, clubs, teatri e festivals; dal 2015, ha lavorato in featuring con artisti e produttori come Giovanni Sollima, Fabio Rizzo, Alessio Bondì, Go-Dratta e molti altri. Da performer, lavora in vari collettivi teatrali anche come regista: le sue colonne sonore e i suoi spettacoli hanno debuttato in Italia al Santarcangelo Festival e Primavera dei Teatri ed è stato finalista al 30° Premio Scenario. Con “see you around the bend” ha inizio una nuova fase artistica che parte dal concept “Voce. Corpo. Rito.” in cui BEERCOCK indaga i mezzi e i confini della voce e del corpo in quanto strumenti, ponendoli al centro della sua nuova ricerca che conduce al nuovo album, in uscita a dicembre 2020 con il sostegno di MiBact e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Per Chi Crea”.

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Joe Barbieri da oggi il nuovo Album “Tratto Da Una Storia Vera”

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MILANO – A quattro anni di distanza da “Origami” (e dopo una deviazione per celebrare a proprio modo Billie Holiday attraverso il disco “Dear Billie”), Joe Barbieri torna finalmente alle proprie canzoni realizzando il suo album più autobiografico, dal titolo “Tratto Da Una Storia Vera”. Il fil rouge che sta alla radice dei nuovi brani è che tutti, in qualche modo, fioriscono dal vissuto più personale del cantautore napoletano.
«La verità è uno scrigno che difficilmente si fa scardinare, – racconta lo stesso Joe – nei momenti in cui mi pare di comprenderne una parte essa muta, propone di sé un’altra chiave, tanto da percepire di perderne un tassello altrove. Tuttavia, è a questa ricerca che continuo a sentire di essere in qualche modo devoto, specialmente nel mio percorso di Artista tanto che, in quasi trent’anni di strada, per scrivere la mia musica ho praticamente sempre attinto principalmente alle mie esperienze personali, o alle storie che ho incontrato. E sento il bisogno di continuare a farlo, se possibile con ancor più ostinazione e maggior intransigenza per questo nuovo appuntamento, in cui la vita stessa mi pare mi chieda di offrire senza remore tutto quel che posso dare».
E Barbieri non si è tirato indietro, confezionando un album palpitante, cinematico, generoso, in cui ogni canzone “vibra” con passione e luminosa onestà. Un album pervaso da una spina dorsale sinfonica che Barbieri ha voluto curare in prima persona (come del resto la produzione dell’intero album), fino all’ultimo dettaglio. Al suo fianco una schiera di Artisti amici di primissimo ordine: da Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da Fabrizio Bosso a Mauro Ottolini, Alberto Marsico e alcuni tra i musicisti di maggior talento del nostro Paese ed altri strumentisti che hanno registrato dai quattro angoli del pianeta.

“Tratto Da Una Storia Vera” si sviluppa sulla distanza di undici brani, dieci dei quali sono a firma di Giuseppe (“Joe”) Barbieri ed uno è una piccola grande sorpresa, il cui senso e la cui portata non sfuggiranno a chi conosce la sua biografia.

Questa la tracklist: La Giusta Distanza (con Fabrizio Bosso); Promemoria (con Mauro Ottolini); Previsioni Del Tempo; Niente Di Grave (con Jaques Morelenbaum); Lazzari Felici; Vedi Napoli E Poi Canta (con Alberto Marsico); In Buone Mani (con Carmen Consoli); Alla Fine; Tu, Io E Domani (con Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Sergio Cammariere, Tosca); Manifesto (con Quartetto Davabugi); Mentre Ridi.
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“Barre”, Kento racconta la sua esperienza nelle carceri con un libro e uno street album

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MILANO – Raccontare l’esperienza di “insegnante di rap” nelle carceri minorili tramite le parole di un libro e la musica di uno street album: questo l’obiettivo del rapper e scrittore Francesco “Kento” Carlo che giovedì 28 gennaio pubblica “Barre”. Il libro “Barre – Rap, sogni e segreti in un carcere minorile”, edito da minimum fax, è disponibile in tutte le librerie, mentre lo street album intitolato “Barre Mixtape” è su tutte le piattaforme digitali e, nelle prossime settimane, uscirà su vinile per Aldebaran Records.

Nelle 177 pagine del volume, Kento racconta la sua esperienza maturata in oltre dieci anni di laboratori in vari istituti penitenziari italiani, a contatto con centinaia di ragazzi detenuti, insieme ai quali ha scritto strofe, ritornelli e punchline. Nei suoi laboratori, Kento stimola a incanalare nella creatività la rabbia, la frustrazione e la tentazione di fare del male agli altri e, più spesso, a sé stessi. Barre racconta queste esperienze – con gli strumenti della narrativa, perché la legge impone di non rivelare nulla che possa collegare le vicende narrate ai protagonisti reali – e insieme riflette sul classismo insito nel sistema della giustizia minorile italiana, in cui a finire dentro spesso non sono i più colpevoli ma semplicemente gli ultimi per condizione economica, culturale e sociale. Barre, come quelle di metallo alle finestre della cella. Barre, come vengono comunemente definiti i versi di una strofa rap. Barre, come i segni di penna sui nomi dei ragazzi che non frequentano più i laboratori. Perché sono usciti, finalmente liberi. Perché sono diventati grandi e devono trasferirsi nel carcere degli adulti. Perché non sono mai rientrati dai permessi premio, e chissà che fine hanno fatto.

Il disco è stato registrato e masterizzato allo storico Quadraro Basement e vede le produzioni di Shiny D, Goedi, DJ Fuzzten, Gian Flores, Dj Dust, Giovane Werther e un feat. di Lord Madness. Tredici tracce dove la poesia incontra il boombap e le classiche rap ballad si alternano a incursioni nelle sonorità più moderne, senza mai perdere l’attenzione al messaggio che è da sempre il tratto distintivo dell’MC reggino. Un lavoro legato a doppio filo al libro perché nato dalla stessa ispirazione, e scritto in buona parte nel periodo in cui – per colpa del lockdown – i laboratori in carcere hanno subito un’interruzione forzata, così come i concerti. In attesa di poterlo sentire dal vivo, è prevista quindi un’edizione in vinile di sole 100 copie numerate a mano e autografate, su supporto in formato 180 grammi nero con effetto marmorizzato giallo, che richiama la copertina del libro. Il vinile di Barre Mixtape è disponibile in pre-ordine sul sito di Aldebaran Records in bundle con il libro stesso e, per chi vorrà, anche con una t-shirt realizzata in esclusiva dalla cooperativa Jailfree, che si occupa del reinserimento lavorativo dei detenuti.

minimum fax è un editore che ho sempre stimato, e vedere il loro logo accanto al mio nome in copertina è un traguardo importante e uno stimolo per il futuro“, dichiara Kento. “Trovo particolarmente significativo abbinare quest’uscita a quella del vinile per Aldebaran Records, protagonista di alcune delle uscite su supporto analogico più significative degli ultimi anni“.

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Da Tormento ai Sottotono, da Yoshi a Massimiliano: in arrivo a febbraio in digitale gli album che hanno fatto la storia dell’artista e dell’hip-hop italiano

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MILANO – Nel mese di febbraio sono in arrivo grandi sorprese per i fan di Tormento: dopo le tante collaborazioni durante gli ultimi due anni, dal palco dell’Ariston con Big Fish al fianco di Livio Cori, fino alle radio con il singolo Acqua su Marte featuring J-Ax, l’artista regalerà ai suoi fan una storica collezione di album con l’aggiunta di inediti, remix e altre sorprese mai pubblicate in digitale, che spianeranno la strada ad una nuova attività musicale nel corso di questo 2021.

Questa iniziativa prende vita da importanti riflessioni che hanno spinto Tormento a ripercorrere, in questo anno di stop dalle attività live come quello che ci lasciamo alle spalle, i passaggi fondamentali del suo percorso artistico, inducendo l’artista a recuperare ciò che nel tempo ha prodotto e presentato al suo pubblico in musica.

“Quest’anno appena passato lascia in bocca un gusto un po’ amaro, ma tutte le esperienze che a caldo cataloghiamo come negative, spesso sono quelle che ci fanno riflettere di più. Ero in tour da una vita, sempre di corsa, da una città all’altra, da una canzone all’altra e abbiamo tutti ricevuto un improvviso e sonoro ‘Stop’. Un periodo di fermo che mi ha ‘obbligato’ ad avere più tempo per me, guardarmi dentro e fare un po’ i conti con il mio passato. Forse ne avevamo bisogno, e anche se un po’ ce lo dobbiamo, non lo facciamo mai”, spiega Tormento.

“Il 2020 è stato un anno intenso e lo ricorderò come l’anno del mio riavvicinamento a Big Fish, rientrare in studio con lui come Sottotonoha scatenato un corto circuito temporale. Un anno di riflessioni importanti. Scavando nel profondo, e anche nei miei hard disk, ho voluto idealmente chiudere un cerchio. Ho raccolto tantissime canzoni, e chicche ancora inedite, che sono stati piccoli passaggi fondamentali del mio percorso artistico. Perché tenerli per me? Perché non condividerli? Ricevo sempre un sacco di affetto che non do per scontato tramite i social. Così ho voluto fare un regalo a chi mi è sempre stato vicino e mi ha sempre supportato.”

Nel corso del mese di febbraio saranno pubblicati in digitale gli album che hanno segnato la storia dell’artista e che ne hanno definito il lungo percorso musicale che ha accompagnato tanti affezionati nel passaggio attraverso la storia dell’hip-hop italiano.

Dalle pubblicazioni storiche come Il Mio Diario (2006) fino alle release sotto il nome di YOSHI e ancora i joint album con innumerevoli collaborazioni, saranno tante le chicche e gli inediti in programma per questa nuova stagione di musica.

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