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Ad Arezzo: i massimi esperti di musica polifonica si confrontano sulle tecnologie digitali

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AREZZO – Musica e nuove tecnologie: due mondi in costante e proficuo dialogo. Ma non senza qualche insidia. Ad esempio: la digitalizzazione è un vantaggio o un pericolo per l’affidabilità filologica delle edizioni musicali? Quanto può essere fedele all’originale una partitura reperita su Internet? Mentre si moltiplicano progetti capaci di rivoluzionare il panorama delle edizioni musicali, cresce il sospetto dei filologi tradizionali ma anche la distanza con il mondo dei musicisti e il confronto diventa quindi necessario.

 

Si parlerà di questo e di molto altro nel convegno internazionale che la Fondazione Guido d’Arezzo e il Centro Studi Guidoniani organizzano per il 12 e 13 dicembre e che vedrà la partecipazione di alcuni dei massimi esperti di musica polifonica.

 

Articolato in due sessioni pomeridiane (entrambe con inizio alle ore 15.00), l’appuntamento riunisce alcuni tra i più importanti musicologi, curatori di edizioni critiche, ricercatori impegnati in progetti di edizioni musicali digitali, direttori di coro e di ensemble musicali, interpreti musicali.

A dare il via al ricco calendario di interventi sarà il presidente della Fondazione Guido d’Arezzo e sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli che, sabato 12 dicembre alle ore 15.00 saluterà i convegnisti. Quindi si susseguiranno una serie di relatori che presenteranno esperienze e progetti diversi legati alla digitalizzazione, a proposte di edizioni musicali e a questioni di prassi esecutiva. I lavori si chiuderanno nel pomeriggio di sabato 13 dicembre con una tavola rotonda.

 

In apertura dei lavori ci sarà spazio anche per far conoscere due progetti innovativi della Fondazione Guido d’Arezzo.

Cecilia Luzzi nel corso della sua relazione introduttiva dedicata all’eredità culturale di Guido d’Arezzo, presenterà infatti il Centro studi guidoniani che riprende la sua attività proprio sui temi dell’innovazione digitale e il nuovo corso della quasi ventennale rivista “Polifonie” che, condiretta dalla stessa Cecilia Luzzi con Claudio Santori e coadiuvata da un rinnovato comitato scientifico internazionale, avrà anche una sua versione online. In particolare sarà presentato il sito dedicato a “Polifonie” (consultabile in italiano e inglese), realizzato nel nuovo formato online open access, ovvero leggibile e scaricabile gratuitamente, che ai temi legati al mondo della coralità, come ai temi affrontati in questo convegno, e alle iniziative del Polifonico, si propone di dare eco.

 

La sfida che la Fondazione Guido d’Arezzo lancia con questa due giorni è quella, far dialogare ricercatori impegnati nell’innovazione del mondo della musica attraverso il linguaggio digitale con filologi che provengono dall’Università di Cremona-Pavia, che si occupano della ricostruzione di testi musicali del passato e ancora musicisti come Lorenzo Donati e Walter Marzilli, rispettivamente direttore e docente della Scuola per Direttori di coro o Paolo Da Col, direttore dell’Ensemble Odecathon, che di quei testi mirano a riproporre le sonorità secondo criteri di autenticità.

 

Protagonisti della sessione sulle “digital humanities”, ovvero l’informatica umanistica applicata alla cultura e alle arti, sono professori e ricercatori di università statunitensi dal Maryland, Massachusset, Michigan, Pennsylvania, impegnati in progetti di partiture digitali “dinamiche” o “collaborative” basate sulle tecnologie più innovative del web che offrono nuove opportunità al lavoro di filologi e interpreti consentendo all’utente, al direttore di coro, al cantante, allo strumentista, di scegliere tra soluzioni alternative, varianti presenti nelle diverse fonti, ripensamenti degli autori, errori ed eventuali emendamenti, interventi di musica ficta o ricostruzioni di parti mancanti.

 

Progetti che cercano di migliorare la proposta, già innovativa, di piattaforme digitali come International Music Score Library Project (IMSLP) e Choral Public Domain Library (CPDL) che hanno inciso profondamente sulla circolazione delle edizioni musicali negli ultimi vent’anni, rendendo disponibili gratuitamente in Rete a musicisti, musicologi e appassionati, una quantità enorme di trascrizioni e partiture libere dal copyright, purtroppo non sempre di qualità da punto di vista filologico.

 

Un appuntamento che esplora questioni che possono sembrare certosine ai non addetti ai lavori, ma che sono essenziali per offrire al pubblico musica di qualità. Insomma, per chi segue questo universo per professione o per passione, il dibattito è aperto e da Arezzo, città di Guido Monaco, non può che levarsi una riflessione proficua e attualissima.

Chi volesse seguire il convegno può farlo collegandosi al sito https://www.fondazioneguidodarezzo.com; oppure www.polifonico.org.

Grazie a un servizio di traduzione simultanea, sarà possibile ascoltare gli interventi in italiano o in inglese.

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Singoli

Mesa, Esposito: da venerdì 23 luglio esce in radio “Che Guevara”

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MILANO – Da venerdì 23 luglio sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “CHE GUEVARA”, il nuovo singolo di MESA ed ESPOSITO.

“Che Guevara” è un chiaro riferimento ai pensieri notturni di due artisti che si ritrovano a fare i conti con la propria esistenza, col proprio vissuto. Riflettono sulle loro scelte di vita, chiedendosi se sono giuste o sbagliate. Lo stesso arredamento dello studio diventa protagonista del brano, formando un elenco dettagliato di quadri, riflessioni e domande a noi stessi. Il titolo, “Che Guevara”, rappresenta la forza di affrontare i problemi di tutti i giorni e la voglia di cambiamento, quello personale che dovremmo tutti avere il coraggio di intraprendere.

 

Spiegano i due artisti a proposito del brano: «Ci siamo visti in studio per scrivere assieme e, mentre eravamo lì, lo sguardo si è posato sulla foto del Che appesa al muro. Di colpo i primi versi: “Vorrei il profilo di Che Guevara…”. Un eroe romantico, con barba e capelli lunghi come se fosse una pop star. Un rivoluzionario colmo di coraggio e sicurezza, valori che talvolta ci mancano per affrontare la vita di tutti i giorni. Con la poca fiducia in noi stessi, ci perdiamo dietro alle piccole cose, pensando di evitare i problemi, ma puntualmente, ci ritroviamo ad affrontarli».

 

Biografia

Diego Esposito, toscano per caso, nasce in un sabato d’agosto del 1986, fuori casa sua c’era il mercato. Impara presto a camminare e a scrivere canzoni. Nel 2017 pubblica il suo primo disco, “È più comodo se dormi da me”, per l’etichetta milanese Rusty Records, prodotto da Zibba. Il suo percorso, caratterizzato da numerosi live, ha modellato il suo modo di scrivere e lo ha portato prima, nel 2015, a partecipare alle home visit di X Factor e a diventare finalista al Premio De André, e poi, nel 2016 e 2017, a vincere Area Sanremo. Nel 2016 viene scelto per rappresentare il cantautorato italiano a Pechino per l’ambasciata italiana. Nel 2017 scrive la colonna sonora dello Spettacolo “Something” in scena al Teatro “New Victory” of Broadway di New York e collabora come autore per Warner Chappell. Nel 2018 si esibisce al concertone del “Primo Maggio” di Roma. Il 22 Marzo 2019 esce il suo secondo disco “Biciclette Rubate” che ottiene oltre il milione di streaming sulle piattaforme digitali e lo porta a esibirsi in tour per l’Italia. Attualmente sta registrando un nuovo lavoro in uscita a settembre 2021.

Mattia Mitrugno, in arte MESA, è originario di Mesagne (BR), fin da piccolo coltiva la passione per la musica. Decide di trasferirsi a Milano per fare sul serio e qui, nella capitale meneghina, matura tante esperienze televisive, sino ad arrivare alle trasmissioni Rai Ti lascio una canzone e The voice. Anche se ancora molto giovane realizza importanti traguardi ed esperienze, tra cui la partecipazione al gruppo “Made in italy” e la sua carriera da solista.

Il brano nato dalla collaborazione dei due artisti, “Che Guevara”, esce in radio e su tutte le piattaforme digitali il 23 luglio 2021.

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I Maneskin vincono l’Eurovision Song Contest 2021

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ROTTERDAM, Paesi Bassi – Dopo aver vinto il Festival di Sanremo i Maneskin si ripetono e trionfano anche all’Eurovision Song Contest 2021 con il brano “Zitti e buoni”. Una vittoria all’ultimo respiro ottenuta grazie al televoto, che ha ribaltato la classifica delle giuria di qualità, che vedeva in testa la Svizzera seguita dalla Francia e solo quinto il gruppo italiano, dietro addirittura Malta.  I Maneskin sono stati in assoluto i più votati (318 punti, unici a superare quota trecento) e alla fine hanno respinto l’ultimo assalto dello svizzero Gjon’s Tears. Per il quartetto il trionfo completo considerando che prima della serata aveva già ricevuto il premio per il miglior testo. I Maneskin riportano l’Italia sul tetto d’Europa dopo 31 anni: sono i terzi artisti italiani a vincere la competizione europea dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990. Unica nota “stonata” della serata la diretta su Raiuno condotta da Gabriele Corsi e da Cristiano Malgioglio che sono sembrati decisamente fuori contesto e più un disturbo allo spettacolo che un valore aggiunto. Per non parlare del siparietto finale e del mancato collegamento con i Maneskin. Sarebbe stato sufficiente un traduttore così come normalmente Sky fa con la notte degli Oscar e poi eventuali commenti in studio nelle pause. Invece molte volte i due si sovrapponevano inutilmente allo spettacolo dell’Ahoy Arena di Rotterdam.

 

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Primo Piano

E’ morto Franco Battiato: mondo della musica in lutto

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CATANIA – Lutto nel mondo della musica per la morte del Maestro Franco Battiato, all’anagrafe Francesco Battiato: cantautore, compositore, musicista, regista e pittore italiano. Nato il 23 marzo 1945 a Riposto, allora Jonia, in provincia di Catania. A lanciare il primo tweet della triste notizia è stato Antonio Spadaro, attuale direttore della rivista La Civiltà Cattolica. “E guarirai da tutte le malattie Perché sei un essere speciale Ed io, avrò cura di te. Ciao, Franco Battiato“. Dal rock progressivo e all’avanguardia alla musica leggera, approfondendo anche la canzone d’autore. E ancora la musica etnica, quella elettronica e l’opera lirica. Tanti gli stili che hanno caratterizzato la “vita musicale” di Battiato. Ma non solo musica, Franco si è cimentato anche nella pittura e nel cinema. Non è un caso se è stato uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con tre Targhe e un Premio Tenco.

 

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