Collegati con noi

Danza

#DanceForPangea di Senhit e Luca Tommassini: continua la challenge

Pubblicata

il

SENHIT: foto di Fabrizio Cestari

MILANO – SENHIT e LUCA TOMMASSINI hanno lanciato una straordinaria campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per Fondazione Pangea Onlus che si occupa delle donne e dei loro figli, contro la violenza domestica, dando il via alla challenge #DanceForPangea con 7 coreografie, che vengono svelate a poco a poco, sulle note della cover di “Waterloo” degli ABBA, che hanno l’obbiettivo di diventare virali per far conoscere il più possibile il nome di questa Fondazione.

JUSTINE MATTERA, FRANCESCA MANZINI e oggi, venerdì 11 dicembre, PAOLA BARALE, sono le prime colleghe e amiche che hanno supportato l’iniziativa, affiancando Senhit nell’insegnare i tutorial della coreografia (tutti i video sono visibili sul canale IG @senhitofficial).

Senhit e Luca si impegnano a donare per ogni persona che ripropone la coreografia 100 euro alla Fondazione, per il progetto Piccoli Ospiti. Per partecipare basta pubblicare un video in cui si ripropone una delle 7 coreografie sui propri social utilizzando l’hashtag #DanceForPangea e taggando i profili di Senhit e Luca Tommassini.

Verranno donati fino a 50 mila euro, ovvero 25 mila euro a testa per Senhit e Luca presi dai ricavi del loro sodalizio artistico di quest’anno in cui, nonostante ESC 2020 sia stato cancellato, il loro nome è stato tra i più apprezzati dai fan della manifestazione in tutto il mondo, dando grandi soddisfazioni per i singoli “Breathe” e “Freaky!” di Senhit e per la viralità della Freaky Dance.

Infatti, il singolo “Freaky!”, con il quale Senhit avrebbe dovuto partecipare all’Eurovision Song Contest 2020, chiude l’anno dopo aver raggiunto importanti traguardi: ha superato 2 milioni e 200 mila visualizzazioni su Youtube tra il canale ufficiale di Senhit (https://youtu.be/PwXZANv3zgw) e la pagina ufficiale di Eurovision, su Spotify è stato inserito in 17.634 playlist e ascoltato in 90 Paesi, inoltre è tra i brani più ascoltati della playlist ufficiale su Spotify “EUROVISION 2020” (dati ufficiali diffusi da Spotify Wrapped).

Fondazione Pangea Onlus (https://pangeaonlus.org/) è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, l’educazione igienico‐sanitaria e alla salute riproduttiva, la formazione professionale, la creazione di attività generatrici di reddito, la microfinanza. Attualmente Pangea opera in Italia, Afghanistan, India e Colombia. In seguito alla situazione di emergenza sanitaria che ha costretto in casa molte persone, sono aumentati i conflitti tra le mura domestiche, è aumentata la violenza sulle donne alla mercé di un compagno violento, spesso davanti agli occhi dei figli anch’essi in isolamento forzato. Per aiutare e supportare queste donne e i loro bambini, Fondazione Pangea Onlus ha realizzato il progetto Piccoli Ospiti, uno specifico programma di accoglienza e recupero del rapporto genitoriale tra le donne e i figli che sono stati testimoni degli abusi perpetrati contro le loro madri.

Continua a leggere

Danza

Danza in lutto: è morta Carla Fracci

Pubblicata

il

MILANO – Nessuno come lei, una delle ballerine più famose al mondo. Carla Fracci ci ha lasciati oggi all’età di 84 anni per un male incurabile con il quale da tempo lottava, nel massimo riserbo. E’ morta nella sua Milano.  racci nasce a Milano nel 1936, ma trascorre la sua infanzia in provincia. “Sono nata poco prima della guerra, poi fummo sfollati a Gazzolo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, quindi a Cremona. Papà lo credevamo disperso in Russia. Io giocavo con le oche, ci si scaldava nella stalla. Non sapevo cosa fosse un giocattolo, al massimo la nonna mi cuciva bamboline di pezza”, diceva parlando delle difficoltà della sua famiglia. La giovane Fracci sognava di fare la parrucchiera “anche quando, dopo la guerra, ci trasferimmo in una casa popolare a Milano, quattro persone in due stanze”, ma ad aspettarla c’era la danza. Una passione, quella del ballo, che nacque nel 1946 quasi per caso: “Da piccola mi piaceva muovermi. Ero un’attrazione tra i grandi che la domenica ballavano il liscio al laghetto Redecesio, nel dopolavoro dell’azienda tranviaria. Così i miei mi portarono all’esame di ammissione per la scuola di ballo della Scala”. Inizialmente la piccola Carla non amava il teatro e lo considerava una “prigione”, mentre la danza classica, per lei che era abituata al tango e al valzer, era una “costrizione”. All’età di 12 anni, però, l’atteggiamento della Fracci per la danza cambia di colpo quando fa la comparsa nel balletto La Bella Addormentata e vede danzare Margot Fonteyn. “Questo episodio è stato il sole, la luce che mi è apparsa. In quell’istante ho capito anche l’importanza di studiare e impegnarmi con sacrificio, per arrivare al livello di Dame Margot Fonteyn”, rivelerà parecchi anni dopo nel corso di un’intervista.

Continua a leggere

Danza

Roberto Bolle dispiaciuto per Staffelli per la questione di Striscia la Notizia racconta la sua versione dei fatti

Pubblicata

il

MILANO – “Sono molto dispiaciuto per l’incidente di Valerio Staffelli e amareggiato per tutta la vicenda” dichiara Roberto Bolle riguardo al servizio di  Striscia la Notizia che lo ha visto protagonista nella giornata di giovedì 10 dicembre e continua: “La prima cosa che mi preme puntualizzare è che, chiaramente, nell’affannato episodio non mi si sono minimamente accorto che Staffelli si fosse fatto male. Fintanto che ero era sulla scena –  come si vede anche dalle immagini della trasmissione – Valerio Staffelli era perfettamente in piedi e non ero preoccupato dal fatto che fosse da solo perché, dagli studi Rai in corso Sempione fino alla mia abitazione, il taxi su cui ero salito è stato inseguito da due macchine della redazione di Striscia la Notizia che spericolatamente ci hanno “tallonato” per chilometri. Non c’era quindi pericolo che non fosse assistito perché i collaboratori con lui erano almeno in 3 calcolando guidatori e cameraman. Nonostante queste doverose puntualizzazioni – prosegue Bolle –  sono molto dispiaciuto per l’accaduto, ma i violenti attacchi su una mia presunta omissione di soccorso sono del tutto infondati. Mi dispiace anche di non aver accettato subito il tapiro, il che avrebbe evitato tutto questo, ma come può capitare a tutti mi hanno” beccato” in un momento sbagliato, in cui ero immerso in tutt’altro genere di problemi ”

Sul secondo tema – a questo punto quasi secondario – ovvero il motivo della consegna del tapiro d’oro che, secondo Striscia, sta nell’aver proposto per la Prima della Scala la replica di un brano già trasmesso,  l’Etoile  specifica: “Chiariamo innanzitutto che tutti i brani andati in onda in 7 dicembre sono stati registrati nei giorni precedenti la Prima. Il brano Waves avrebbe dovuto essere registrato il 5 dicembre, insieme agli altri pezzi della serata. A pochi giorni dalle previste registrazioni – come da un’agenzia rilasciata dal Teatro alla Scala stesso –  si è scoperto che con le nuove norme covid non si sarebbe potuto usare il fumo scenico, assolutamente essenziale per un pezzo in cui duetto con un raggio laser, come in Waves.”
A questo punto il Teatro alla Scala e la Rai hanno preso in considerazione di usare le bellissime immagini realizzate poco più di un mese prima e trasmesse all’Assemblea delle Nazioni Unite a NYC il 22 ottobre 2020, in occasione del settantacinquesimo anniversario dell’ONU. Tali immagini erano state registrate sempre in Teatro, con  la medesima configurazione scenica della Prima ed erano state trasmesse soltanto una volta in streaming per l’evento, e mai in televisione. Mai è stato comunicato che il pezzo fosse in diretta o che fosse stato eseguito ‘in esclusiva’ per la serata del 7 dicembre, e comunque le responsabilità della scelta non sono imputabili a Roberto Bolle che tiene a precisare come:  “In un momento di grave difficoltà per l’arte come questo, non ci si può non chiedere come mai ci si attacchi a questi particolari ininfluenti per scalfire un evento che non solo ha incantato milioni di persone, celebrando l’arte e la cultura italiana ai massimi livelli, ma anche è stato motivo di orgoglio internazionale”.

Concludendo quindi Roberto Bolle è dispiaciuto per quanto occorso a Staffelli ma non è responsabile né del suo incidente né del motivo dell’assegnazione del tapiro.  Ciò nonostante il danzatore rimane disponibile ad un nuovo incontro con  l’inviato di Striscia La Notizia: “Attendo a questo punto che Staffelli si rimetta per, se lui vorrà, ricevere questo tapiro d’Oro, raccomandandomi però con lui di evitare pericolosi inseguimenti e incidenti, in questo periodo dove forze dell’ordine e della sanità sono impegnate in un’altra più dura e importantissima battaglia per il bene di tutti”

Continua a leggere

Danza

La danza della prima ballerina della Scala nella chiesa rinata di San Francesco del Prato

Pubblicata

il

MILANO – Ha danzato tra le architetture e la storia di San Francesco del Prato, la chiesa rinata nel cuore di Parma, la prima ballerina della Scala, Antonella Albano, dopo aver incantato con uno spettacolo indimenticabile, seppure a porte chiuse, il Complesso Monumentale della Pilotta, dove nei giorni scorsi ha messo in scena una bellissima coreografia sui versi di “Ti meriti un amore” di Frida Kalho.

Martedì 8 dicembre 2020, la ballerina ha portato eleganza, musica e poesia negli spazi del monumento gotico, tra i simboli di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 + 2021, che vedrà la riapertura al pubblico e al culto il 2 maggio 2021, ultima tappa di una straordinaria opera di restauro collettivo, che ha liberato la chiesa dopo 200 anni di “prigionia” dovuta alla trasformazione dell’edificio in carcere durante l’età napoleonica.
La danza di Antonella Albano a San Francesco del Prato entrerà nel progetto di Filippo Chiesa, che sta producendo un video in cui la ballerina si muove sulle note composte per l’occasione dal Maestro Piero Salvatori, tra le meraviglie della Pilotta, come il Teatro Farnese, la Galleria Petitot della Biblioteca Palatina, i Saloni Ottocenteschi della Galleria Nazionale, e la bellezza ritrovata della chiesa che spicca nel cuore della città, a poca distanza dalla Cattedrale e dal Battistero, con il suo rosone a 16 raggi creato da Alberto da Verona nel 1462.
Il video sarà poi diffuso sul web. Un modo per far conoscere al mondo le contaminazioni dell’arte nell’anima dei monumenti di Parma.
Continua a leggere

Primo Piano