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Al via domani lo Slow Film Fest

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The Climate Limbo

ROMA – Giunto alla sua sesta edizione, lo SLOW FILM FEST, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee, con il contributo della Regione Lazio e il sostegno della Fondazione Cinema per Roma e della CNA Roma, con i Patrocini dei Comuni di Acquapendente e di Antrodoco e di LegaCoop Lazio, con la collaborazione della casa di produzione Wuman Visions, dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith e di Finca (Festival Internacional de Cine Ambiental), e con la media partnership di DaSapere.it, sbarca in streaming da domani, giovedì 10 dicembre a domenica 13 dicembre 2020 su slowfilmfest.stream, in collaborazione con la piattaforma ODDB, e fino a martedì 15 dicembre con incontri on-line e passeggiate.

 

Dopo il successo delle prime cinque edizioni, lo SLOW FILM FEST, la prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, si presenta ai nastri di partenza con un ricco programma, attento ai nuovi linguaggi e alla produzione cinematografica indipendente.

 

Lo SLOW FILM FEST, diretto da Maria Luisa Celani, con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho, Cristina Borsatti, Ilaria Iovine e Susanna Stivali, continua ad essere un festival esperienziale. Anche se per forza maggiore quest’anno perde il suo spirito itinerante, resta sempre un festival “slow”, come il concetto alla base dell’iniziativa. Un evento che punta all’aggregazione e al confronto, non ad una semplice visione passiva, ad un “rallentamento” che è alla base del ritrovarsi e dell’incontro. Al centro della manifestazione, le immagini (proiezioni di documentari e cortometraggi, fiction, docu e di animazione) e i temi, ma anche passeggiate tra storia e cultura e incontri.  In primo piano, l’universo femminile e non solo perché la kermesse è pensata, sviluppata, organizzata e promossa da un team di donne. Anche merito della collaborazione con la neonata casa di produzione romana Wuman Visions e alla presenza di numerose registe.

 

I temi restano il cuore dell’iniziativa. Lo SLOW FILM FEST 6.0 abbraccia, come sempre, il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, i diritti umani e i temi di genere, le trasformazioni urbane, la memoria e i territori. E, come da tradizione, li svilupperà attraverso le sezioni DOCUMENTA, dedicata ai film documentario indipendente, di provenienza italiana ed internazionale, e SMART, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva.

 

Molte le anteprime, nazionali e mondiali. Numerosi i documentari appartenenti alla sezione DOCUMENTA e dedicati ai diritti dell’uomo e dell’ambiente.

Tra questi, Grit di Cynthia Wade & Sasha Friedlander, anteprima coprodotta da Indonesia e America per portare a galla una delle tante tragedie ambientali di cui siamo responsabili. Nel 2006, la società di trivellazione Lapindo ha scatenato un flusso di fango tossico inarrestabile nella Giava orientale, seppellendo decine di villaggi e spostando 60.000 indonesiani. Il documentario si concentra sugli anni dell’adolescenza di Dian, un sopravvissuto di sedici anni che subisce le conseguenze della tragedia per un decennio e diventa un accanito sostenitore dei diritti dell’ambiente.

Ci porta invece in Colombia Sumercé di Victoria Solano Ortega, per farci riflettere sui diritti e sulla sovranità del cibo. La regista segue l’attivista veterano Don Eduardo, il nascente leader politico César Pachón e la leader contadina Rosita mentre combattono il loro governo e le sue decisioni sullo sfruttamento delle zone dove nasce l’acqua dolce della Colombia: i páramos.

Argomento trattato, sotto una lente diversa, anche da Understory, anteprima diretta della regista portoghese Margarida Cardoso. Viaggiando attraverso Sao Tome e Principe, Inghilterra e Brasile, la regista cammina tra passato e presente, smantellando gli schemi dell’oppressione coloniale europea e indagando le possibilità di un giusto sfruttamento della pianta del cacao. Nei vari angoli del mondo, sono le donne che portano il cambiamento.

Storia tutta al femminile come Jovanna For Future di Tangerine Tree. Dai Paesi Bassi arriva la storia della giovane Jovanna che, come migliaia di giovani nel mondo, è stata ispirata dall’attivista ambientale Greta Thunberg. Come Metamorphosis di Nova Ami e Velcrow Ripper, alle prese con la poesia e con la crisi ambientale del pianeta. Nel loro film in anteprima, gli incendi boschivi consumano comunità, le specie svaniscono e interi ecosistemi collassano. La crescita economica, legata alla maggiore velocità di estrazione delle risorse, ha creato una macchina con la capacità di distruggere tutta la vita. Ma questa crisi è anche un’opportunità di trasformazione.

Esplora le connessioni tra il cambiamento climatico e le migrazioni, il documentario italiano The Climate Limbo, diretto da Elena Brunello, Paolo Caselli e Francesco Ferri. I rapporti avvertono che il cambiamento climatico, i disastri naturali, la carestia di acqua e cibo potrebbero portare milioni di persone a lasciare le loro terre. Entro il 2050 le migrazioni guidate dal cambiamento climatico potrebbero contare fino a 300 milioni di nuovi rifugiati.

Ed è nostrano anche The Sound of the Tigris di Laura Silvia Battaglia, affascinante diario visivo e sonoro delle avventure di alcuni membri della Tigris River Flotilla, associazione che si occupa di far comprendere l’importanza della difesa dell’ecosistema mesopotamico e di rendere consapevoli i governi iracheno e turco delle drammatiche conseguenze dello sfruttamento delle acque del Tigri sulla popolazione locale.

Arriva invece dalla Svizzera Messaggi dalla fine del mondo di Matteo Born, in cui Doris e Charles, sopraffatti dalle conseguenze del cambiamento climatico, sono determinati a fare qualcosa. La loro idea è semplice: portare cinque giovani svizzeri al circolo artico ad osservare i segni del surriscaldamento globale e poi sensibilizzare la loro generazione attraverso i social media.

Altro tema caro allo Slow, le migrazioni sono al centro del documentario Fuori Campodi Melkanaa. L’obiettivo è puntato sulla Liberi Nantes Football Club, una squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo che partecipa al campionato di terza categoria senza poter concorrere al titolo. Alla maggior parte dei giocatori, infatti, mancano ancora i documenti richiesti dalla federazione per poter competere a tutti gli effetti.

Trasformazioni urbane e territori sono invece il focus di Roma di Carlos Higinio Esteban, che ci porta nella periferia di Roma tra gli anni Sessanta e Settanta, per parlare di progetti urbanistici e di spazio urbano, e di Soñando un lugar (in anteprima) di Alfonso Kint, film sui piccoli villaggi e sui loro grandi potenziali, sullo sradicamento e sull’arte come motore del cambiamento.

Chiude la carrellata di documentari, Pink Ribbons Inc. della regista canadese Lèa Pool, che documenta come alcune aziende utilizzano il marketing legato al Nastro Rosa per aumentare le vendite, contribuendo solo con una piccola parte del ricavato alla causa del cancro al seno in sé. Racconta, inoltre, come le aziende usano il cosiddetto “pinkwashing” per migliorare la propria immagine pubblica mentre continuano la produzione di prodotti che potrebbero essere cancerogeni.

 

Quanto ai cortometraggi, la sezione SMART regalerà più di una sorpresa. Molti i corti internazionali, principalmente d’animazione. Numerosi anche quelli italiani, in parte provenienti dalla recente produzione dell’Accademia di Cinema e TelevisioneGriffith di Roma (SMART GRIFFITH). Opera di giovani autori che saranno al centro di un panel dal titolo Nuove visioni: il cinema che verrà organizzato in collaborazione con DaSapere.it e moderato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre, dedicato al futuro del cinema e della televisione nostrane (in diretta facebook il 15 dicembre alle 18.00 sulla pagina https://www.facebook.com/SlowFilmFest/ e sulle pagine facebook dei partner dell’iniziativa).

 

Si tratterà di uno dei quattro incontri previsti, a partire da domani 10 dicembre (su slowfilmfest.stream). L’incontro online, dal titolo SFF sul cinema socio-ambientale d’impatto, avrà per protagonista il tema dell’ambiente. All’evento parteciperanno la regista di Grit Cynthia Wade, Chiara Cant, regista del corto di animazione Welcome to the Sixtinction, Mirjam Marks, regista di Jovanna for Future, la regista del documentario The Climate Limbo Elena Brunello e Francesco Barberini, giovanissimo ambientalista di Acquapendente. A moderare l’incontro sarà Florencia Santucho, Direttrice del festival FINCA (Festival Internacional de Cine Ambiental) di Buenos Aires, partner dello SFF.

Lunedì 14 dicembre l’attenzione si sposterà sul Lazio, approdando nei territori della Tuscia. L’incontro Territori sostenibili, la sfida della Tuscia (visibile alle 17.00 in diretta facebook sulla pagina https://www.facebook.com/SlowFilmFest/) sarà moderato da Massimo Pelosi (Legacoop Lazio) e sarà dedicato alla sostenibilità ambientale, attraverso una serie di autorevoli punti di vista femminili.

Interverranno: Elena Battaglini (Senior Scientist Fondazione Di Vittorio), Cécile Berranger (Ricercatrice Manchester Metropolitan University), Annalisa Casino(Presidente Commissione pari opportunità Legacoop nazionale e Presidente di ETICAE-Stewardship in Action soc. coop), Chiara Faenza (Responsabile Sostenibilità e Innovazione valori Direzione Qualità Coop Italia) e Alessandra Ravaioli (Presidente Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta).

Nel corso dell’incontro, realizzato in collaborazione con Legacoop Lazio, si parlerà di innovazione socio-territoriale, del ruolo delle cooperative nello sviluppo locale, della custodia del territorio e della produzione responsabile e del ruolo delle donne nel produrre sostenibile.

Sempre il 14 dicembre (in diretta facebook alle 18.30 sulla pagina https://www.facebook.com/SlowFilmFest/), l’evento Cancro al seno e l’ipocrisia del rosa. Il fronte italiano partirà dall’analisi del documentario Pink Ribbon Inc. della regista canadese Lèa Pool, che documenta come alcune aziende utilizzano il marketing legato al Nastro Rosa per aumentare le vendite, contribuendo solo con una piccola parte del ricavato alla causa del cancro al seno in sé. Racconta, inoltre, come le aziende usano il cosiddetto “pinkwashing” per migliorare la propria immagine pubblica mentre continuano la produzione di prodotti che potrebbero essere cancerogeni.

Interverranno: la storica Grazia De Michele, responsabile del blog “Le Amazzoni Furiose”, nato con l’obiettivo di rendere fruibile al pubblico italiano il dibattito internazionale sul cancro al seno e la cultura del nastro rosa; Lorella Villani e Giorgia Capacci, che gestiscono sui social la pagina “Oltre il nastro rosa” che si propone di fornire informazioni veritiere e corrette sulla condizione delle donne metastatiche e sui pochi fondi che la ricerca investe per salvare le 13.000 donne che ogni anno muoiono di questa patologia; Laura Vassalli, attivista nel campo dei diritti umani e della giustizia sociale, in particolare sulle tematiche dell’emancipazione e dell’autodeterminazione femminile, anche attraverso la pagina Facebook Donne di Classe Aprilia che si occupa di parità di genere.

Modererà l’incontro Ilaria Jovine, sceneggiatrice e documentarista, attualmente impegnata nella preproduzione di un documentario (“I wanna live!“) dedicato alla figura di una paziente metastatica da cancro al seno, attivista per i diritti di autodeterminazione del paziente oncologico.

Infine, martedì 15 dicembre (in diretta facebook alle 18.00 sulla pagina https://www.facebook.com/SlowFilmFest/ e sulle pagine facebook dei partner dell’iniziativa) lo Slow Film Fest punterà l’obiettivo sulle giovani generazioni.

Nuove visioni: il cinema che verrà sarà l’occasione per incontrare i giovani registi e sceneggiatori della sezione Smart Griffith e per parlare del futuro del cinema e della televisione nostrani, tra sale chiuse e piattaforme in streaming.

Realizzato in collaborazione con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma e DaSapere.it, media partner della kermesse, coinvolgerà gli ex-allievi dell’Accademia Griffith, la docente e sceneggiatrice Cristina Borsatti, la Direttrice dello Slow Maria Luisa Celani e verrà moderato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre.

 

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Associazione culturale Ottavo Colle, emergenza sanitaria permettendo e seguendo i protocolli, è prevista una passeggiata a cura della sociologa urbana Irene Ranaldi.

Appuntamento domenica 13 dicembre alle 11 a Roma, alla scoperta del quartiere Garbatella. Nel corso del centenario della fondazione di Garbatella, una passeggiata alla riscoperta delle sue origini, entrando nei lotti costruiti seguendo gli stili architettonici del “Garden city movement” e del barocchetto romano, leggendo versi dei poeti contemporanei il cui nome resterà indissolubilmente legato a Garbatella, come Victor Cavallo. Partecipazione gratuita e prenotazione obbligatoria. Per maggiori info: info@muovileidee.it.

 

Slow Film Fest 6.0 è interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma e della Cna Roma, ai Patrocini del Comune di Acquapendente, del Comune di Antrodoco e diLegacoop Lazio, e alle tante preziose collaborazioni.

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Oscar: vince “Nomadland”, all’asciutto l’Italia con la Pausini e “Pinocchio” di Garrone

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LOS ANGELES – In una edizione inconsueta della premiazione degli Oscar, non va bene all’Italia. Nessuna statuetta per Laura Pausini ed anxche per  “Pinocchio” di Garrone. L’Oscar per la miglior canzone originale alla 93ma edizione dei premi va a “Fight for You” dal film “Judas and the black Messiah”. Music by H.E.R.e Dernst Emile II; Lyric by H.E.R. e Tiara Thomas. Nessun premio dunque  a Laura Pausini candidata in questa categoria con il brano “Io sì/Seen” per “La vita davanti a sé” di Edoardo Ponti. L’Oscar per il miglior film è andato a a Nomadland di Chloé Zhao. Statuetta per i produttori Frances McDormand,Peter Spears, Mollye Asher,Dan Janvey e Chloé Zhao. A ritirare il premio, oltre la regista, il cast della pellicola, che ha fatto vincere a Chloé Zhao anche per la migliore regia. Il film racconta la comunità nomade che si riprende gli ampi spazi americani intorno a un fuoco o a un mercatino del riciclo.Il premio è stato dedicato alla comunità di nomadi,”alla loro resilienza e gentilezza”. E la stautetta per la miglior attrice protagonista è stata assegnata proprio  Frances McDormand sempre per “Nomadland”. «Non ho parole, la mia voce è la mia spada. Sappiamo che la spada è il nostro lavoro e a me lavorare piace. Grazie per averlo riconosciuto», ha detto ritirando la statuetta, la terza per l’artista 63enne, confermata tre le migliori della sua generazione. Oscar per il migliore attore protagonista a Anthony Hopkins per “The Father Nulla è come sembra”. L’attore non era presente nè collegato, e a ritirare la sua statuetta è stata l’Academy.

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Cristiana Di Mare, una donna in cerca di rivincita nel mediometraggio di Antonio Scardigno

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NAPOLI – La donna nel tempo. E’ il titolo del mediometraggio che vedrà tra le protagoniste l’attrice partenopea Cristiana Di Mare. Nel film, la De Mare interpreta una pittrice che firma la faccia del suo compagno, anch’egli artista, per sentirsi più importante di lui. Il mediometraggio, diretto da Antonio Scardigno, è un insieme di scene dove la figura della donna viene valorizzata, prendendosi una rivincita in tutte quelle situazioni nelle quali è stata oggetto di soprusi o considerata sempre in secondo piano. I vari episodi racconteranno storie di donne che riescono ad emergere e si posizionano più in alto dell’altro sesso.

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“Resilienza”, il film sui femminicidi approda sulla piattaforma Chili

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NAPOLI – E’ disponibile sulla piattaforma Chili, “Resilienza”, il film dedicato al tema del femminicidio, diretto dal regista partenopeo Antonio Centomani e prodotto dalla Lupa Film di Maria Guerriero, casa di produzione che ha scelto di sposare tematiche legate al mondo femminile, in collaborazione con l’imprenditore Antonio Rubel e Generazione Vincente. Nel cast, oltre alla Guerriero, ci sono Luca Capuano, Lucianna De Falco, Giovanni De Filippis, Claudia Conte, con la partecipazione straordinaria di Antonio Catania. Maria Guerriero, per questo lungometraggio, ha ricevuto il premio Apoxiomeno come miglior attrice e i premi SamPietrino D’Oro e Castelli Romani Film Festival come migliore sceneggiatrice.

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