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Quartiere Coffee: «Più di vent’anni di reggae, evoluzione e amore viscerale per la nostra terra»
Oltre due decenni di musica in levare, dai primissimi passi mossi in Maremma nel 2004 ai grandi palchi europei, fino all’evoluzione sonica e cantautorale dei giorni nostri. Con il ritorno al fianco dello storico frontman Kg Man e la pubblicazione dei nuovi singoli, i Quartiere Coffee continuano a rinnovarsi senza mai perdere l’energia e le radici che li contraddistinguono. In questa intervista esclusiva per Prima Music, la band grossetana ripercorre le tappe fondamentali della propria carriera: la passione per il reggae, gli aneddoti dal vivo, il processo creativo condiviso e il legame profondo con la propria terra raccontato nel nuovo brano “Dove scende il sole”.
Il Quartiere Coffee nasce a Grosseto nel 2004. Se tornate indietro con la mente ai primissimi passi indipendenti in Maremma o alla registrazione del primo album In-A a Firenze nel 2007, c’è un momento o un concerto specifico che ricordate come il vero inizio ufficiale della vostra carriera musicale?
Ciao innanzitutto a voi e tutti i lettori!
Sicuramente la miriade di concerti che abbiamo tenuto i primi anni della nostra carriera musicale sono stati la benzina che ci ha fatto credere davvero.
Ci volevano tutti, ovunque andavamo era un successo di pubblico e “critica” il primo tour (In-A di tour) più di 80 date in neanche un anno…momenti da ricordare per sempre
La vostra terra sacra, la Maremma, è da sempre una costante, ma la vostra musica ha radici che arrivano fino alla Giamaica. In questi oltre vent’anni di viaggio, da dove traete principalmente l’ispirazione per i vostri testi e per le vostre composizioni in levare?
Abbiamo sempre argomenti sui quali scrivere, aldilà della nostra terra che come hai detto spesso ritorna.
Essendo in due a scrivere tutto questo si fa sempre più interessante. Ci basiamo o su quello che scrive l’altro se inizia prima o scriviamo direttamente insieme con scambi di idee ed opinioni.
Una bella sinergia nata solo ultimamente però, prima eravamo più “individualisti” nella scrittura
Fin dagli esordi con il patwa mescolato all’italiano, avete sempre affrontato la musica con una forte identità. Ci sono temi sociali, spirituali o messaggi universali che ritenete ricorrenti e irrinunciabili nelle vostre canzoni?
(rootman)Per quello che mi riguarda ho sempre scritto per necessità di comunicare qualcosa che mi avesse strettamente riguardato, adattandolo ad un racconto fruibile da tutti, o parlando ti tematiche sociali e di uguaglianza e negli ultimi anni con un occhio verso alcuni temi esoterici.
(kgman) Siamo sicuramente molto riconoscibili abbiamo sempre seguito il nostro sound ci siamo espressi spesso fuori dai canoni anche del reggae e le tematiche che abbiamo trattato soprattutto negli ultimi anni sono sempre diverse e nuove, Si trattano davvero molti temi e sempre in maniera originale e libera.
Nella vostra discografia si sentono la dancehall, il roots, il dub e il cantautorato. Quali artisti o generi, oltre ai grandi maestri giamaicani (pensando anche all’epico featuring con gli Israel Vibration), vi hanno influenzato maggiormente?
Uno su tutti indiscutibilmente Bob Marley, io perché ho scoperto il reggae trovando in casa un suo album, Kg man perché a scuola lo tartassavo con quelle canzoni.
Dovessimo fare un podio a 5 sarebbe: Bob Marley, Capleton, Sean Paul, Damian Marley, Buju Banton
Dal trionfo all’Heineken Jammin’ Festival all’apertura per Vasco Rossi, fino all’evoluzione più radiofonica e cantautorale di oggi: come valutate la vostra maturazione artistica nel corso degli anni e dei vari cambi di formazione?
La musica è evoluzione e crescita. Siamo sempre tutti in un percorso evolutivo spirituale e la musica ne fa strettamente parte. Dopo più di 20 anni di attività “limitarci” e non è ovviamente uno sminuire il lavoro che abbiamo fatto o chi sta ad oggi facendo un percorso simile, ma argomenti più frivoli abbiamo scelto di lasciarli a quel passato per non sembrare sempre la copia di noi stessi.
Avete calcato i palchi dei più grandi festival europei, dal Rototom all’OverJam. Qual è la vostra canzone preferita da eseguire dal vivo, quella in cui l’intesa con la “reggae familia” e il pubblico diventa totale?
Rispondo sinteticamente…Italian Reggae Familia e ti racconto un aneddoto.
Sappiamo che è una delle canzoni più ascoltate e ne vediamo i numeri ma una sera prima di un concerto (se non ricordo male era il gadersound in alto adige)mentre il pubblico aspettava che salissimo sul palco la intonò all’unisono. Fu una grande emozione.
Il 3 luglio è arrivato in radio “Dove scende il sole”. Da dove è nata l’idea di questo brano e come siete riusciti a far convivere la vostra storica attitudine reggae con un sound così mediterraneo e radiofonico?
Come ti dicevo prima la voglia di mettersi in gioco e di cambiare è sempre forte..che poi per chi ci conosce da più tempo è sempre stata una delle nostre caratteristiche. Infatti ci ritengo un gruppo reggae anomalo.
Siete tornati stabilmente insieme a Kg Man, avete pubblicato l’album La mia terra nel 2024 e ora continuate a sfornare singoli. Quali sono i vostri obiettivi futuri in termini di carriera discografica e live?
Per ora scrivere tanto poi magari racchiudere tutto in un album oppure no, e continuare a migliorare anche la parte live
