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Rawstrings, il confine tra sogno e desiderio in “Own Me Now”

Con “Own Me Now”, i RAWSTRINGS esplorano il confine sottile tra desiderio, immaginazione e realtà, dando vita a un brano intenso e sospeso che racconta l’attesa di un amore forse mai vissuto davvero, ma capace di lasciare un segno profondo. Tra malinconia, tensione emotiva e immagini quasi cinematografiche, la band costruisce una narrazione in cui la fantasia diventa uno spazio in cui rifugiarsi, idealizzare e cercare risposte.

Dal punto di vista musicale, il singolo amplia ulteriormente l’identità dei RAWSTRINGS, intrecciando rock, jazz, funk e suggestioni pop in un equilibrio sonoro naturale e coinvolgente. Il risultato è una canzone che alterna delicatezza e impatto, seguendo l’evoluzione delle emozioni raccontate nel testo.

“Own Me Now” racconta un amore quasi immaginato: quanto vi interessava lavorare sul confine tra desiderio reale e fantasia?
Dan: “ci è sempre piaciuto giocare molto su questo confine, ci piace portare l’ascoltatore a provare delle emozioni e delle sensazioni che, per quanto possano essere astratte, vogliamo rendere tangibili dal momento in cui viene ascoltata e capita la canzone. Giocare tra fantasia e realtà ci permette di portare le persone a catapultarsi all’interno dell’immaginario che noi cantiamo e sentirsi protagonista della canzone.

Nel brano emerge una forte sensazione di attesa. Quanto può diventare doloroso amare senza ricevere segnali chiari dall’altra persona?
Dan: “Si dice sempre che l’attesa aumenti il desiderio, e a volte purtroppo o per fortuna anche l’attesa di qualcosa che probabilmente non arriverà mai aumenta un desiderio che è destinato a rimanere tale. Fa male, soprattutto quando l’attesa stessa si tramuta in speranza e poi in consapevolezza. Tuttavia la consapevolezza ti aiuta a far diventare il dolore in una lezione … e nel migliore dei casi una canzone!”

Il pezzo parla di una fisicità che esiste solo nella mente: pensate che l’immaginazione possa essere più potente della realtà?
Dan: “ Si. Ritengo anche che da una parte possa essere un arma a doppio taglio in quanto a volte l’immaginazione ti porta ad idealizzare così tanto un qualcosa che stai aspettando e può non arrivare mai, ma dall’altra parte penso che l’immaginazione, essendo estremamente soggettiva, possa in qualche modo decorare il mondo interiore che ognuno di noi ha, cosa che la realtà non può fare in quanto tangibile e, appunto, vera, reale. Ciò che non è reale può essere visto e vissuto in maniera diversa da persona a persona, è questa, secondo me, la bellezza dell’immaginazione”.

Musicalmente il brano si allontana dal rock più diretto: come siete arrivati a questo nuovo equilibrio sonoro?
Gabri: “In realtà è stato un processo estremamente naturale. Veniamo tutti e 5 da background e influenze quasi completamente diverse. Dan dal funky soul, Lore da un rock più Classico, io e Teo dal jazz e dal metal e Parro da influenze più hard rock/ nu metal. In “Own Me Now” c’è tutto. L’aggressività distorta del ritornello, la delicatezza e malinconia del jazz e la ritmicità funky nelle strofe. È una strumentale che si sposa perfettamente con la progressione della storia e delle emozioni. Non è nata pensando troppo, è nata perché tutti, ognuno nel suo piccolo, sappiamo bene di cosa parla. È stato molto naturale.”

Avete citato influenze jazz e pop alla Michael Jackson: quali elementi avete voluto assorbire da questi mondi?
Gabri: “Sicuramente volevamo dargli quel tocco di ballabilità. Dan era un ballerino, sa quando dover unire una storia ad un movimento. Avere delle parole che raccontano un certo momento in un certo modo le rendono rende il tutto ancora più vicino e comprensibile per chi ascolta la canzone”

“Own Me Now” sembra molto cinematografica nelle atmosfere. Avevate immagini precise in mente durante la scrittura?
Dan: “Assolutamente sì, soprattutto quando si parla di momenti ben precisi di quella storia e soprattutto quando voglio che la gente riesca a vedersi in quella situazione perché in qualche modo l’ha vissuta in maniera diretta o indiretta. Essere descrittivi a volte ci rende più vicini a quello che ascoltiamo”

Questo singolo rappresenta una nuova identità per i RAWSTRINGS?
Dan: “Più che nuova identità a me piace vederla come l’aver esposto un’ulteriore nostra sfumatura. Siamo sempre noi 5 dentro la canzone, scritta insieme, nelle stesse modalità delle altre ma con delle sensazioni diverse ovviamente. Non è un dover dimostrare qualcosa ma è un bisogno di far sentire sempre piu persone capite e rappresentate, che la canzone sia più incazzata, soave, delicata, incisiva o un motivo per ballare. Noi siamo questo e sempre saremo questo!”.

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