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ZOLLE e PANTALON raccontano uno split nato tra silenzi rurali e distorsioni

Tra psichedelia rurale, ironia surreale e attitudine live, lo split “ZOLLE / PANTALON” mette in dialogo due realtà che condividono una visione musicale fuori dagli schemi ma profondamente radicata nell’idea di collettività. Più che una semplice release condivisa, il progetto diventa un incontro tra immaginari differenti che finiscono per completarsi: da una parte il trip collettivo e rituale degli ZOLLE, dall’altra quello più interiore e visionario dei PANTALON.

Dentro questo lavoro convivono campagna e rumore, silenzi rurali e distorsioni, sarcasmo e tensione emotiva. Le immagini agresti che attraversano il progetto non hanno nulla di nostalgico o decorativo, ma diventano materia viva, quasi grottesca, capace di trasformarsi in energia sonora e performativa. Anche il live assume un ruolo centrale: i brani sembrano pensati per essere vissuti fisicamente, tra impatto diretto, improvvisazione e condivisione con il pubblico.

In questa intervista doppia per Prima Music, ZOLLE e PANTALON raccontano la nascita dello split, il legame con il territorio, la compatibilità tra i rispettivi mondi sonori e la possibilità di continuare questo percorso insieme tra concerti, nuove collaborazioni e, forse, un futuro disco “da sei ore”.

Cosa racconta davvero questo split oltre la componente musicale?

Stefano degli ZOLLE: A livello profondo, probabilmente, lo split è un contributo al dar senso, dignità, motivazione e salivazione alle nostre vite. Il tema agreste inoltre viene a galla e si propone al pubblico come uno scenario con cui interagire.

PANTALON: Due band si dividono un disco e si crea qualcosa di più interessante delle due band stesse. Racconta che inquadrare un’idea da due punti di vista diversi rendono l’idea più tridimensionale.

Quanto il territorio e le immagini rurali presenti nel progetto influenzano il vostro immaginario creativo?

Stefano degli ZOLLE: La nostra sala prove è un vecchio granaio, fra boschi e campi. Lui è noi, noi siamo lui. Difficile scinderci e quantificare. C’è capitato solo una volta di provare e comporre in una saletta a Vienna, durante un day off, in un contesto urbano. Esperienza indubbiamente ben diversa dalla nostra consuetudine.

Le terre in cui concepiamo la musica sono lente e silenziose. La tradizione prevede: canti in chiesa, per rendere le liturgie più potenti; canti in campagna, per rendere il lavoro meno faticoso e più piacevole; canti in osteria, durante i giorni di festa, per impreziosire il convivio.

La sonorità rock appare un po’ fuori luogo. In questi termini, quasi a contraddire la premessa iniziale della risposta, siamo più noi a influenzare il territorio, di quanto lui influenzi il nostro immaginario creativo! Rompiamo … i silenzi!

PANTALON: Berlikete è un disegnatore e un musicista di grande talento (Marcello Zolle), penso abbia lavorato a suggestione. Siamo tutti e quattro, gente che viene dalla campagna anche se alcuni di noi poi sono diventati urbani. La nostra ruralità non è bucolica, è grottesca, scomposta e poderosa; tipo la Sagra della primavera di Stravinskij ma suonata da degli scappati di casa.

Qual è stata la sfida più stimolante nella realizzazione di questa release condivisa?

PANTALON: La scommessa che i brani sarebbero risultati compatibili. Lo sapevamo ma solo a cose fatte abbiamo avuto la conferma, e dal vivo è ancora meglio con i repertori più estesi. Era tutto lì, come sempre, era solo da scoprire.

Quanto conta l’impatto live nella scrittura dei vostri brani?

Stefano degli ZOLLE: Stavolta avrei numeri. L’impatto live conta per l’ottanta per cento nella scelta delle parti di batteria; settanta per le parti di chitarra; novanta per la voce, che, ad oggi, abbiamo considerato più come strumento aggiunto. In futuro vedremo. Stiamo cambiando, ma, pensando sia a “Ballata di Fieno”, sia al nostro ultimo album “Rosa”, l’ottanta per cento di media è cifra realistica. Sarei curioso di sentire la percezione di Marcello.

Marcello degli ZOLLE: mah, guarda Ste, ti direi, per ora stando ai tuoi accurati calcoli siamo arrivati al 240%!!!!!!!!

PANTALON: Stefano (Zolle) ha detto una cosa saggia del live Pantalon/Zolle e quindi anche del disco: i Pantalon di fanno fare il trip interiore, gli Zolle il trip collettivo. Questo è l’ordine.

Dopo questa esperienza, vi piacerebbe tornare a collaborare insieme?

Stefano degli ZOLLE: Ah! Potremmo anche andare in vacanza con Pantalon!

PANTALON: Ci auguriamo prima di tutto di fare centinaia di date insieme, forse migliaia, altresì milioni, poi vedremo, o ci picchiamo o facciamo un disco da sei ore.

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