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Emanuele Tavano racconta “Grande”: crescere tra fragilità e consapevolezza

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Con “Grande”, Emanuele Tavano racconta un percorso di crescita personale nato da esperienze difficili e trasformato in musica. Il brano unisce introspezione e immediatezza, mettendo al centro temi come consapevolezza, fragilità e ricerca di autenticità.

Tra influenze pop e uno sguardo critico sulla contemporaneità, Tavano costruisce un racconto diretto ma significativo. In questa intervista, approfondisce il significato del singolo e il suo modo di intendere oggi il “diventare grandi”.

“Grande” racconta un percorso di crescita personale: da quale momento della tua vita nasce questa esigenza?
“Più o meno intorno ai 17 anni di età. La mia infanzia e la mia adolescenza sono state alquanto turbolente a causa – soprattutto – del bullismo e di problematiche familiari che inevitabilmente mi hanno segnato. Ho deciso attraverso la musica di evidenziare alcuni valori umani che ritengo imprescindibili, come la correttezza, l’onesta, il rispetto ed il sacrificio. Al giorno d’oggi percepisco troppa superficialità sia sui social che nel quotidiano reale ed è ciò che mi spinge a combattere rischiando”.

Quanto è stato difficile trasformare emozioni così intime in una canzone accessibile a tutti?
“Si è trattato di un processo naturale, quindi non particolarmente complicato. Io sono cresciuto ascoltando principalmente canzoni che ottennero un successo notevole in passato e che tutt’ora restano vive nella memoria collettiva. Mi riferisco ad esempi italiani ed internazionali. Veri artisti che hanno saputo comunicare con intere generazioni di esseri umani, creando impronte indelebili e senza tempo. Il pop qualitativo, dunque, è insito nella mia ricerca musicale: per me bisognerebbe tentare costantemente di lanciare messaggi valorosi in grado di raggiungere più persone possibili”.

Nel brano emergono fragilità: credi siano una forza o un ostacolo nel percorso di crescita?
“Dipende dall’artista e ancor più nello specifico dalla sua testa. L’intelligenza (compresa quella emotiva), il buon senso e la resistenza mentale rappresentano degli strumenti estremamente efficaci nel medio-lungo periodo e consentono di trasformare l’apparente debolezza in un vantaggio potenzialmente enorme. Il cuore, da solo, diventa troppo debole. I brani non consistono soltanto in sentimento, bensì pure in scienza. E il tutto deve essere equilibrato”.

Cosa significa oggi, per te, “diventare grandi”?
“Significa acquisire la piena consapevolezza di quanto, spesso, venga resa futile ed insipida la realtà circostante nella corrente era dei social e trovare una chiave personale per lottare contro la superficialità dilagante con lo scopo di contribuire ad una preziosa inversione di rotta. Il primo passo veramente sostanzioso è l’assimilazione della sofferenza”.

La scrittura è cambiata nel tempo insieme a te?
“Certamente. Per me è una propensione naturale che diventa sempre più matura con il passare degli anni. In età adolescenziale oppure nella fase di crescita immediatamente successiva ero decisamente meno centrato/strutturato rispetto allo stato attuale delle cose. Il tempo, le esperienze e la consapevolezza mi aiutano a costruire la mia visione con delle fondamenta solide”.

Se dovessi riassumere “Grande” in una frase, quale sarebbe?
“Meno superficialità e più coraggio: l’esistenza merita di essere meritata”.

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