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Intervista- “Una Donna”: l’intimità delle relazioni nel nuovo capitolo dei Gringo Goes To Hollywood
Da venerdì 20 marzo è in rotazione radiofonica, il nuovo singolo dei Gringo Goes To Hollywood, estratto dall’album “Prigioni e altri rimedi”. Un brano che mette a fuoco il lato più intimo delle relazioni, raccontato attraverso un’immagine semplice e universale: un abbraccio capace di contenere fragilità e forza, senso di grandezza e smarrimento.
Tra suggestioni orchestrali e una scrittura emotiva che richiama la grande tradizione cantautorale italiana, la band ligure apre una nuova sfumatura del proprio percorso artistico, arricchita da sonorità calde e contemporanee. Ne parliamo direttamente con loro, per entrare nel cuore di un pezzo che racconta il conflitto e, soprattutto, la sua possibile risoluzione.
Come nasce “Una Donna” e quale momento creativo l’ha ispirata?
Una donna nasce da un giro di chitarra registrato una sera con il telefono e, come spesso accade, archiviato nel “cassetto” con tutte le nostre idee musicali. Sicuramente è frutto di in un momento personale e creativo di grande spensieratezza e leggerezza, una specie di risveglio artistico
Quanto c’è di autobiografico nel racconto della relazione presente nel testo?
Tutto. Il testo nella sua completezza si riferisce a momenti e sensazioni impresse nella mia memoria.
Come si inserisce “Una Donna” all’interno del concept dell’album “Prigioni e altri rimedi”?
Nell’alternarsi di luci e ombre, “Una donna” è un uno spartiacque del disco perché racchiude sia la parte più difficile della relazione, sia quella più calda e
In che modo le influenze cantautorali italiane hanno inciso sulla costruzione del brano?
Molto, ma in un modo molto naturale, noi Gringo prima di essere musicisti siamo grandi ascoltatori di musica italiana e non. Sicuramente in “Una Donna” ci sono delle influenze a là Battisti, o, se vogliamo dare un riferimento più moderno, Giorgio Poi.
Come è nata la collaborazione con Olmo Martellacci e cosa ha aggiunto al sound finale?
Olmo è un amico da anni essendo anche lui originario della provincia Ligure. Il flauto traverso, a livello di arrangiamento, è un diversivo unico che aggiunge quel “soffio” morbido e avvolgente, ma a tratti anche “tribale” (vedi l’assolo che fa da spartiacque al brano).
Qual è stato il processo di arrangiamento per ottenere un suono così caldo e avvolgente?
Per questo brano, come per tutto il resto del disco, gli arrangiamenti del disco sono stati molto corali. Abbiamo cercato di essere molto minimali e di aggiungere lo stretto indispensabile. Molto viene dalla natura stessa del testo e dalle soluzioni armoniche, in particolare quella del ritornello.
Questo singolo rappresenta un’evoluzione rispetto al vostro repertorio precedente?
Assolutamente. Potremmo quasi dire che è la nostra prima canzone d’amore nel senso più tipico del termine.
Che tipo di reazione vi aspettate dal pubblico all’ascolto di “Una Donna”?
Speriamo che possa trasmettere il “diritto” di sentirsi piccoli nei confronti di una donna ma in generale di una persona amica e fraterna.
Progetti futuri?
