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Varanasi – “Per sempre”: tra dream pop e disincanto

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“Per sempre”, il nuovo singolo dei Varanasi, è una traccia che gioca sul contrasto tra la leggerezza del suono e il peso delle parole. Ispirato alle atmosfere degli Slowdive, il brano costruisce un paesaggio etereo fatto di chitarre stratificate, synth avvolgenti e un basso pulsante.

Sotto questa superficie luminosa si muove però un racconto più oscuro, che affronta la perdita di sé e una progressiva disillusione interiore. Il risultato è una tensione emotiva costante, sospesa tra incanto e inquietudine, che spinge lo shoegaze verso una sensibilità più contemporanea.

“Per sempre” nasce da un contrasto molto forte tra suono e parole: da dove è partita questa idea?
È stato uno sviluppo nato dalle parole del ritornello, che esprimono un contrasto e che hanno evocato Shining di Kubrick; da lì l’idea di dare al testo una direzione cupa, attraverso un protagonista oscuro, in lotta con sé stesso. Il contrasto tra musica e parole rispecchia tale conflitto.

Quanto è stato difficile mantenere in equilibrio una dimensione così luminosa e una così cupa?
L’uso del contrasto fa parte ormai dell’immaginario collettivo, pensiamo agli Smiths, o per tornare a Kubrick, ad Arancia meccanica. Nel testo c’è anche il racconto di un’innocenza perduta che si lega con l’atmosfera malinconica del pezzo. Il finale del pezzo, con il suo crescendo e la coda intensa, offre una sintesi possibile della lotta interiore del protagonista.

Nel brano parlate di “vuoto splendente”: cosa rappresenta per voi questa immagine?
La noia e l’insoddisfazione esistenziale sono il punto di partenza della trasformazione oscura del protagonista, la caduta in un abisso, il nulla nel quale cercare il tutto, attraverso un patto malefico; e poi l’ascesa verso un’altra luce, per raggiungere i “colorati riflessi attraverso i quali possediamo la vita”.

Musicalmente, quanto hanno inciso le suggestioni dream pop rispetto alla vostra identità più post- punk?
Molto, ci è sempre piaciuto unire più cose, ed è anche stimolante nel tempo poter andare in direzioni diverse.

Il pezzo sembra sospeso tra incanto e inquietudine: è una condizione che vi appartiene anche fuori dalla musica?
È difficile dirlo, di certo c’è un interesse estetico per tutti gli aspetti dell’ambito umano, soprattutto messi in scena nei loro punti ambigui, ambivalenti, legati a un mondo interiore, onirico, sospeso, incerto. Con la nostra musica cerchiamo di rappresentare tutto questo, andando oltre la nostra condizione, grazie all’immaginazione.

“Per sempre” anticipa una direzione precisa per il nuovo album?
È una delle anime principali dell’album e lo abbiamo scelto per la sua bellezza immediata. Crediamo e speriamo di aver fatto un album riuscendo a tenere insieme una certa coerenza stilistica con una buona varietà tra i brani, sia per intensità che per suoni.

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