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Will Brown, “Scars and Glory”: intervista sul nuovo singolo e l’EP in arrivo domani

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Will Brown Will Brown

Certe canzoni non chiedono attenzione, se la prendono. “Scars and Glory” di Will Brownè una di quelle: entra piano, ma resta. Dentro c’è tutto: ferite, consapevolezza, quel modo un po’ storto ma necessario di rimettere insieme i pezzi. Il cantautore pop-soul americano, cresciuto tra gospel e scrittura personale, apre con questo brano la porta di Welcome To Brownsville, il suo EP di debutto in uscita domani, 17 aprile 2026: un progetto che parla di crescita senza scorciatoie, senza filtri inutili.

Gli abbiamo fatto qualche domanda e ci ha risposto in inglese: qui la nostra traduzione, da cui emerge il lato più diretto del suo percorso — quello che non si sente sempre nelle canzoni, ma le tiene in piedi.

 

Benvenuto su PrimaMusic, Will! “Scars and Glory” ci ha colpito subito — il brano ha un flusso naturale che è allo stesso tempo energico e riflessivo. Quando hai capito di avere tra le mani qualcosa di speciale?
Per me è stato nel momento in cui abbiamo creato il ritornello. Mi è rimasto dentro subito dopo la sessione di scrittura e quella sensazione è rimasta anche dopo la registrazione finale.

Il brano trasmette un messaggio forte sul trasformare il dolore in forza — c’è stato un momento o un’esperienza precisa che ne ha dato origine?
È nato da un momento in cui qualcuno ha provato a usare le mie insicurezze contro di me. Erano cose che avevo già riconosciuto e su cui stavo lavorando. All’inizio ha fatto male, ma col tempo ho capito una cosa importante: ciò che gli altri vedono come difetti spesso è proprio ciò che ti forma. Questo cambio di prospettiva è diventato il cuore del brano.

Will Brown

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La tua interpretazione vocale sembra molto controllata ma allo stesso tempo emotivamente aperta — come trovi l’equilibrio tra tecnica e vulnerabilità?
Entrambe sono fondamentali se vuoi che chi ascolta senta e capisca davvero l’emozione dietro la storia, e che questa passi attraverso l’interpretazione. Quel tipo di connessione emotiva nasce dalla mia esperienza personale e dalle mie storie.


“Scars and Glory” unisce influenze soul classiche a una sensibilità pop moderna — come riesci a bilanciare il rispetto per la tradizione con la costruzione di un tuo suono personale?

Artisti soul classici come Marvin Gaye e Aretha Franklin hanno reso possibile, per artisti come me, sapere che la nostra voce ha uno spazio nella musica popolare. Molti di noi vengono dalla chiesa e mettono al centro emozione e connessione. Ho definito il mio suono dopo anni passati a studiare i miei artisti preferiti. Ma è stato solo quando ho smesso di ascoltarli costantemente e ho iniziato a cercare la mia voce, prendendo ciò che amavo di loro, che sono riuscito davvero a definire il mio suono.


Con “Welcome To Brownsville” in arrivo, che tipo di viaggio emotivo vuoi far vivere agli ascoltatori dall’inizio alla fine?
Sarà un viaggio fatto di riflessione, scoperta di sé, cuore spezzato e speranza.

 

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