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Sgvmo: L’arte di trasformare il dolore in energia

(PRIMAMUSIC) Dal silenzio della notte alla forza di un palcoscenico: il viaggio di Sgvmo è una costante ricerca di equilibrio tra l’istinto della penna e la precisione del suono. Con un background che affonda le radici nella poesia e si sporca con le metriche del rap e le melodie del miglior cantautorato italiano, l’artista ha saputo costruire un’identità sonora capace di parlare direttamente alla pancia di chi ascolta.

In occasione del lancio del suo ultimo singolo, “Nelle mie mani”, lo abbiamo incontrato per ripercorrere le tappe fondamentali del suo “KM 0” e per capire cosa significhi, oggi, prendersi la responsabilità della propria felicità attraverso la musica. Tra sfumature pop, urgenze creative e la voglia di lasciare un segno nel panorama contemporaneo, Sgvmo ci apre le porte del suo mondo, raccontandoci come la fragilità possa diventare il motore più potente per il cambiamento.

C’è un momento specifico, un’immagine o un evento, che ricordi come il vero “KM 0” della tua carriera musicale?
Il momento più significativo è stato quando ho iniziato a scrivere a 13 anni, trasformando le prime poesie in canzoni. Da lì ho capito che la musica sarebbe stata una parte centrale della mia vita e della mia identità. Poi è stato tutto un percorso centrato sul migliorare me stesso, la mia penna e il mio stile.

Da dove trai principalmente ispirazione? Le tue canzoni nascono più da momenti di isolamento o dal contatto diretto con la realtà che ti circonda?
L’ispirazione arriva sia dal silenzio e dai momenti di riflessione notturna, sia dagli stimoli che ricevo dal mondo esterno. A volte basta un’immagine, una frase sentita per caso o un pensiero improvviso per far scattare la scintilla creativa.

“Nelle mie mani” sembra suggerire una presa di posizione forte. Ci sono temi o messaggi che senti il bisogno di ribadire costantemente nella tua scrittura?
Sì, la responsabilità personale e la trasformazione della fragilità in forza sono temi centrali. Voglio che chi ascolta capisca che il dolore va riconosciuto, ma che possiamo usarlo come energia per agire e cambiare il nostro percorso. Più in generale, tengo molto al tema della salute mentale e all’analisi dell’”io” in ogni sua forma.

Il tuo sound ha diverse sfumature: quali artisti o generi hanno influenzato maggiormente la costruzione del “mondo Sgvmo”?
Rap, pop e cantautorato italiano sono le mie principali influenze. Amo lasciarmi contaminare da generi diversi: dalla precisione del rap alla poesia dei cantautori, fino alle melodie del pop contemporaneo. Tutto questo contribuisce a creare un mondo musicale coerente e personale.

Dalle tue prime prove a “Nelle mie mani”, come valuti la tua evoluzione? C’è qualcosa che oggi gestisci meglio rispetto al passato?
Oggi riesco a bilanciare meglio istinto e rifinitura tecnica. Scrivo ancora di getto, lasciando che l’emozione prenda il sopravvento, ma con maggiore attenzione alla struttura e al senso complessivo del brano.

Pensando ai palchi, qual è la tua canzone preferita da eseguire dal vivo e come pensi che reagirà il pubblico all’energia di questo nuovo singolo?

“Brani nel cloud” è una traccia che live prende molto, suona molto bene in quella dimensione. “Nelle mie mani” sarà potente dal vivo, ma in modo diverso. Il pubblico percepisce il messaggio di speranza e consapevolezza, e credo che l’energia del brano unita all’intensità della performance creerà un legame autentico con chi ascolta. (PRIMAMUSIC)

Entriamo nel tecnico: da quale urgenza o scintilla è nata l’idea per “Nelle mie mani”? È stato un processo creativo immediato o sofferto?
Il brano è nato di notte, in un momento di introspezione totale. Nasce come profonda analisi interiore, domande senza risposta, in quell’atmosfera che solo la notte può dare. Un po’ tutto quello che faccio è sofferto. L’idea è scattata all’istante, ma poi abbiamo lavorato sulla base, sulle dinamiche sonore e sul crescendo emotivo per renderla concreta e potente.

Guardando avanti, quali sono i tuoi obiettivi? Dove vorresti che arrivassero queste canzoni che oggi sono “nelle tue mani”?
Vorrei raggiungere più persone possibile e trasmettere messaggi di consapevolezza e speranza. Il mio obiettivo è vivere di musica, migliorarmi ogni giorno e accompagnare chi mi ascolta in un percorso emotivo sincero. Credo nell’emozione, nella liberazione di un pianto o di un urlo. Spero di avere un pubblico solido che si rispecchi nelle mie parole.

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