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Barf: l’ironia del rap underground che punta al salto di qualità
Mattia Carne, in arte Barf, è una voce storica della scena underground milanese che ha saputo evolversi dai primi passi con i Fra Jamb nel 2008 fino alla viralità su TikTok. Con una scrittura che spazia con disinvoltura tra satira goliardica e profonde riflessioni personali — come dimostrato nel nuovo singolo “Più forte di me” dedicato alla resilienza femminile — l’artista inaugura oggi una nuova fase della sua carriera, segnata dalla collaborazione con MasterMaind e da una ritrovata spensieratezza creativa.
Possiamo identificare l’inizio nel 2008 con la fondazione dei Fra Jamb o senti che la tua vera carriera sia iniziata con il primo disco ufficiale “Rimetismo” nel 2015?
In generale direi con la fondazione dei Fra Jamb, se invece penso a me in quanto Barf, direi 2016, quando ho incontrato per la prima volta Sick Budd al Bullz Studio ed è cominciata una nuova avventura.
Le tue radici affondano negli Articolo 31 e Caparezza. Come riesci a bilanciare queste influenze con il tuo stile da autodidatta nel raccontare la quotidianità?
Io penso per ogni rapper della mia generazione la vera scuola sia stata proprio l’ascolto dei dischi dei big, perlomeno dal punto di vista tecnico.
Analizzavamo i testi dei grandi e cercavamo di capirne la struttura metrica, la tipologia di incastri, le rime, le assonanze e via dicendo.
Una volta imparata la tecnica, ognuno era chiamato a raccontare la propria storia e nel farlo, doveva metterci del suo.
Con la pratica ho cercato di plasmare uno stile che fosse solo mio, rispettando ovviamente le regole imparate dai maestri.
Passi con disinvoltura dall’ironia a tematiche sociali serie. C’è un filo conduttore, magari l’autoironia, che lega “Robe da Matti” ai tuoi lavori precedenti?
Sì, l’autoironia è sempre stato il mio marchio di fabbrica e credo che lo sarà per sempre.
Sono fermamente convinto che chi già mi conosce non rimarrà deluso perché in “Robe da Matti” ci sono io a 360 gradi; se “Più forte di me” magari esce un po’ dal mio solito, all’interno del disco ci saranno diverse cose dove penseranno “Ok è il solito Barf, niente paura”.
Oltre ai giganti del rap italiano come Mistaman e Two Fingerz , c’è qualche artista al di fuori del genere che ha influenzato la tua evoluzione verso il canto?
Non so in quanti lo sappiano ma sono sempre stato un grande fan del primo Tiziano Ferro: Rosso Relativo è un disco che mi sono divorato più e più volte, quel tipo di RNB era veramente fenomenale.
Dalla viralità su TikTok ai progetti più strutturati prodotti da MasterMaind , come è cambiato il tuo approccio alla scrittura dopo aver superato i momenti più bui?
A dire la verità sono felice di aver superato i momenti bui proprio perché mi hanno dato la possibilità di tornare a vivere la musica con gioia e spensieratezza. Se non mi divertissi come mi diverto, probabilmente avrei smesso da parecchio tempo.
Hai aperto per Emis Killa allo stadio di Rimini. C’è un brano che, oggi, crea quella connessione speciale con il tuo pubblico?
Per i fan della prima ora, “Il ragazzo con l’orecchino da pirla” è il brano che ad un mio live non può mai mancare e io sono ben felice di farlo tutte le volte. Peraltro spoilero una cosa: in “Robe da Matti” ci sarà il sequel, un pezzo pensato proprio per i miei fan incalliti.
Sappiamo che “Più forte di me” è un elogio alla resilienza femminile. Come hai trasformato un’esperienza dolorosa come la depressione in un inno di gratitudine per le donne della tua vita?
Quando sei tanto giù ti ritrovi a pensare, spesso troppo e male.
A volte però ti capita di vedere una piccola luce ed è da lì che devi ripartire.
Una volta che capisci che la lucina in realtà è la luce di un grande faro (nel mio caso due) è giusto che tu renda omaggio alla vita e ammetta di essere davvero fortunato.
E così è nata “Più forte di me”.
Dopo il successo dei singoli e degli EP, punti a consolidare il progetto “Robe da Matti”. Il salto di qualità di cui parli prevede anche nuove sperimentazioni sonore o collaborazioni?
“Robe da Matti” lo considero il mio primo lavoro fatto in grande perché grazie a Chiara, che ha finanziato il progetto, ho avuto la possibilità di fare tutto senza pormi dei limiti.
E visto che quando ho delle belle possibilità non me le tengo solo per me, invece che investire i soldi in un featuring con un grande artista, ho pensato di tirare in mezzo gli amici rapper con cui ho condiviso i miei ultimi 10 anni di carriera.
Di sperimentazioni ce ne sono parecchie ma qui il merito va dato a Mastermaind che essendo un grande musicista, ha saputo cogliere le mie intenzioni in ogni singola traccia.
