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“4 Di Notte”, il grido generazionale di Bosio
Con “4 Di Notte”, Bosio racconta il momento esatto in cui una relazione giovane e instabile arriva al punto di rottura. A vent’anni si ama senza filtri, spesso senza equilibrio, e quando ci si accorge di non essere compatibili resta solo il bisogno di respirare altrove.
Tra feste, musica, notti infinite e amici che diventano rifugio, il brano si trasforma in un grido di libertà e in un invito a rimettere al centro la voglia di vivere. In questa intervista per Prima Music, Bosio riflette sull’amore, sulla sua generazione e su cosa significhi sentirsi liberi oggi.
A vent’anni la linea tra amore e dipendenza emotiva può essere sottile: “4 Di Notte” mostra proprio quel confine. Come l’hai vissuto personalmente?
Credo che invece spesso l’amore sia dipendenza, oggi come non mai abbiamo il bisogno e la necessità di sentirci amati perché sennò ci sentiamo in difetto e soli. L’amore è l’arma migliore e più tagliente che sia mai stata creata e prima o poi tutti assaporiamo ogni angolo. Io personalmente oggi preferisco prendere tanto tutto con la leggerezza di una piuma, non perché non ci tenga all’amore, ma perché credo che la fiducia deve diventare cieca per far in modo che una coppia duri nel tempo.
La tua generazione viene spesso descritta come disorientata o incostante: secondo te è davvero così o i sentimenti sono solo più intensi e meno filtrati?
Questa è una domanda che ci tengo parecchio, perché si parla spesso della mia generazione come se fosse la più brutta, la più indiscreta o la più orrenda. Noi ci sentiamo soli in questo momento storico ed è questa la verità. Veniamo solo criticati da chi invece ci sta lasciando solo casini. Ogni generazione vive momenti diversi con le proprie difficoltà e successi, ma oggi percepisco che noi giovani dopo il 2000 siamo davvero massacrati da tutto. Anche per i social, telefoni o cose simili….sicuramente stiamo sbagliano l’approccio ma la verità e che nessuno più “anziano” di noi ci ha spiegato come usarli, quelli prima di noi ci hanno dato gli strumenti perché gli hanno inventati e ora che gli utilizziamo, e creiamo anche un’economia enorme intorno, veniamo criticati. È vero l’amore si è spostato tutto sul telefono, però vi assicuro che anche come l’amore noi “giovani” percepiamo molto l’emozioni e spesso non sappiamo come fare. Ci piace dialogare, ci piace amare e soprattutto ci piace ancora tenersi per mano con una ragazza…non siamo tanto diversi da quelli che avevano la nostra età 40 anni fa, semplicemente è cambiato il contorno ma non siamo noi gli artefici di questo cambiamento ma lo sono quelli che 40 anni fa avevano la nostra età.
Le feste, gli amici, la musica: nel brano diventano un rifugio. Quanto sono importanti nella costruzione della propria identità?
Tantissimo, parlo soprattutto degli amici…sono fondamentali e oggi come non mai gli amici sono coloro che veramente possono capire ogni problema. Io non posso vivere senza amici ma non perché sono egoista, però loro conosco ogni mia paura, difetto e debolezza e anche a distanza sanno come aiutarmi. Sono fondamentali anche per una crescita costruttiva personale.
C’è un ricordo preciso di quelle notti che ti ha aiutato a definire il mood del pezzo?
La notte che scrisse “4 di Notte” me la ricordo come se fosse ieri, era in estate e faceva tanto caldo…tornato incazzato ed euforico da una festa…mi ricordo di essermi gettato nel letto e come se niente fosse ho scritto tutto ciò che avrei voluto dire e far sapere al mondo di quella persona che mi stava facendo del male.
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Libertà, cerco la libertà e la possibilità di far sentire libere molto persone che non possono esserlo. Sono una persona molto empatica e noto che tante persone sono in difficoltà a livello emotivo, forse perché non riescono a tirarle fuori oppure perché sono annebbiate da mille problemi quando non dovrebbe essere così. Dovremmo tutti quanti sentirci un pò più liberi ogni tanto, e “4 di Notte” è il brano per sentirsi più liberi.
