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Tra memoria e presente: I Fuoricentro raccontano “Amanda Lear”
Venerdì 28 novembre arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali “Amanda Lear”, il nuovo singolo dei Fuoricentro, progetto musicale ideato e guidato da Maurizio Camuti. Un brano che prende spunto da un’icona senza tempo per interrogare il presente: dal ricordo luminoso della “Milano da bere” alle inquietudini di un mondo segnato da guerre, crisi ambientale e isolamento sociale. Tra memoria, poesia e desiderio di rinascita, i Fuoricentro firmano una canzone che è insieme omaggio e riflessione. Ne parliamo con Maurizio Camuti, per approfondire genesi, significati e urgenze di questo nuovo lavoro.
Come nasce l’idea di dedicare un brano a una figura iconica come Amanda Lear?
Nasce casualmente parecchi anni fa a casa di un amico chitarrista, Paolo Sala, amico storico con il quale ci siamo approcciati svariate volte per creare vari brani poi proposti dai Fuoricentro. Nasce dalla voglia di omaggiare una grande artista con la A maiuscola.
Cosa rappresenta per te, oggi, la sua ironia e la sua libertà artistica?
Rappresenta la libertà. La libertà di comunicare quello che si vuole, quando si vuole e come si vuole. Rappresenta di fatto un modo di essere che non ha tempo ne confini.
Nel brano si percepisce un forte contrasto tra l’energia creativa degli anni ’80 e le tensioni del presente: cosa ti ha spinto a mettere in dialogo queste due epoche?
Quest’epoca fatta di guerre e disastri climatici. Percepisco un certo declino culturale e sociale dove tutto è diventato ” usa e getta” dove anche la persona, con la sua unicità, non viene più percepita come tale. Noto una certa mancanza di rispetto in ogni ambito e una certa struttura sociale che, rispetto agli anni 80, ha deformato le connessioni e relazioni. Un tempo, tra l’altro, a mio avviso c’era una certa idea di socialità e si guardava il mondo con uno sguardo ottimista e positivo dove la speranza e la fiducia erano il motore di quell’epoca.
In che modo la “Milano da bere” ha influenzato il tuo immaginario musicale e visivo per questo singolo?
Sicuramente la “Milano da bere” che ho poco vissuto pienamente ha influito parecchio. Era l’epoca della moda, dell’Italia con la sua forza creativa, di un’Italia che raccoglieva medaglie in ogni ambito e dove vi era una percezione di benessere collettivo crescente dove con la “leggerezza” si risolveva tutto. Era la Milano delle scoperte ..
“Amanda Lear” è anche un monito sulle sfide contemporanee, dalle guerre al cambiamento climatico: qual è il messaggio che desideri arrivi all’ascoltatore?
In generale, spero in un attimo di riflessione tra gli ascoltatori. Guerre, cambiamenti climatici e sociali a mio avviso, ci stanno indirizzando verso un vicolo cieco dal quale uscirne sarà molto difficoltoso, oggi e in futuro.
Secondo te, cosa serve oggi per ritrovare quel senso di fiducia e stupore collettivo che descrivi nel brano?
Sicuramente e a mio avviso un’azione politica atta a migliorate in primis la situazione economica generale anche attraverso una scelta mirata sulle azioni da intraprendere per migliorare il benessere generale anche attraverso il miglioramento ed un ritorno a poter fruire di quei servizi sociali essenziali ( dalla sanità .. ) con maggiore equità e velocità.
In che direzione pensi si muoverà il progetto Fuoricentro dopo questo singolo?
A marzo pubblicheremo un nuovo Ep e, probabilmente, torneremo a calcare la scena live milanese.
