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Uscite discografiche

Sleep Paralysis segna la nuova fase artistica dei Re-Volt

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Con Sleep Paralysis, i Re-Volt tornano con il loro progetto più maturo, viscerale e introspettivo. Un album che affonda le radici nella sensazione di essere sospesi, intrappolati tra immobilità e lucidità, come nella paralisi del sonno a cui il titolo si ispira. Un’immagine forte, simbolica, che diventa la chiave per raccontare fragilità, battaglie interiori, cambiamenti e quel momento esatto in cui si trova il coraggio di riaccendere la propria voce.

La band, negli anni, ha costruito un’identità solida fatta di influenze rock, alternative e suggestioni cinematiche, trasformando la propria evoluzione in una ricerca costante: capire chi si è, cosa si vuole raccontare e come farlo arrivare a chi ascolta. Sleep Paralysis rappresenta il punto di incontro tra esperienza, consapevolezza e un’urgenza creativa che non conosce tregua.

Nell’intervista per Prima Music, i Re-Volt ripercorrono gli inizi, le difficoltà, le ispirazioni quotidiane e il modo in cui la musica diventa riflesso delle loro vite. Dall’ingresso decisivo di Mattia Zampieri alla carica emotiva dei live, fino al nuovo concept che unisce tutte le tracce del disco, la band si racconta con sincerità e visione.

Un dialogo intenso che svela la nascita di un album che non è solo un lavoro discografico, ma un percorso emotivo da attraversare con occhi aperti e cuore vigile.

C’è un momento specifico che ricordate come l’inizio della vostra carriera musicale?
Più che un singolo episodio, ricordiamo un periodo preciso: quando ci siamo resi conto che non stavamo più semplicemente suonando insieme, ma stavamo costruendo qualcosa. È stato quel passaggio spontaneo, quasi naturale, in cui abbiamo iniziato a prendere sul serio le nostre idee, i nostri brani e ciò che volevamo comunicare. Quello è stato il vero inizio.

Da dove traete principalmente ispirazione per le vostre canzoni?
Le nostre ispirazioni arrivano molto da ciò che viviamo: emozioni forti, momenti sospesi, situazioni che ci hanno messo in crisi o che ci hanno fatto crescere. A volte una melodia nasce da un confronto acceso, altre volte da una sensazione difficile da spiegare. Cerchiamo sempre di trasformare ciò che ci attraversa in qualcosa di condivisibile.

Ci sono temi o messaggi ricorrenti nelle vostre canzoni?
Sì, ci sono alcuni temi che tornano spesso: la lotta contro i propri limiti, la ricerca di identità, il senso di blocco e il bisogno di liberarsene. Sono tutte esperienze che abbiamo vissuto o raccolto in prima persona e che, in un modo o nell’altro, si riflettono nella nostra musica. Non cerchiamo di “insegnare” nulla, ma di raccontare ciò che conosciamo.

Quali artisti o generi musicali vi hanno influenzato maggiormente?
Le influenze sono tante e provengono da generi diversi: rock, alternative, blues, ma anche atmosfere più moderne e cinematiche. Ognuno di noi porta ascolti e gusti diversi, ed è proprio l’incontro di queste differenze a creare il nostro suono.

Come valuti la vostra evoluzione artistica nel corso degli anni?
Siamo cresciuti molto, soprattutto come consapevolezza. All’inizio eravamo più istintivi, quasi impulsivi; ora abbiamo un’identità più definita e una visione più chiara di ciò che vogliamo. Continuiamo però a conservare quella spontaneità che dà energia ai brani: è un equilibrio che abbiamo imparato col tempo.

Qual è la vostra canzone preferita da eseguire dal vivo e perché?
La nostra preferita è “The Promise”. È un brano molto speciale perché parla di una promessa fatta a una persona importante, e rappresenta un momento chiave della nostra storia. Coincide infatti con l’ingresso del nostro bassista, Mattia Zampieri, che ha portato nuova energia e un equilibrio che forse ci mancava. Suonarla dal vivo è come rivivere quell’istante in cui tutto si è ricomposto. C’è sempre una carica emotiva diversa, più forte.

Da dove è nata l’idea per il vostro nuovo album?
Il concept nasce dalla paralisi del sonno, che abbiamo percepito come una metafora perfetta per raccontare blocchi, paure, lucidità improvvise e momenti sospesi. È diventata l’idea che unisce tutte le tracce, un filo conduttore che racconta tutte le fasi in cui ci si sente intrappolati… e tutte quelle in cui si riesce finalmente a muoversi.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro in termini di carriera musicale?
I nostri obiettivi sono chiari: continuare a crescere, portare la nostra musica a più persone possibile e spingerci sempre oltre, sia in studio sia sul palco. Vogliamo consolidare la nostra identità, lavorare a nuovi progetti e soprattutto vivere la musica in modo sempre più autentico.

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