(PRIMAMUSIC) Con “Il Ballo della Rabbia”, Nico Del Greco crea un pezzo che va al di là della semplice musica per diventare un atto di resistenza. Il singolo esplora temi universali di disuguaglianza e frustrazione, dando voce a chi combatte per essere ascoltato. Con la sua caratteristica fusione di indie rock e testi intensi, Del Greco si posiziona ancora una volta come un narratore musicale impegnato, pronto a catalizzare il cambiamento attraverso le sue melodie incisive. (PRIMAMUSIC)
C’è un momento specifico che ricordi come l’inizio della tua carriera musicale?
Onestamente credo di star ancora rincorrendo nuovi inizi. Ogni volta che salgo su un palco aggiungo un nuovo pezzo all’inizio di questa carriera musicale. Però sicuramente dopo il primo palco vero, dopo la mia prima esibizione dal vivo: lì mi sono detto “Ok, questa sensazione non la mollo più”.
Da dove trai principalmente ispirazione per le tue canzoni?
Dalla vita quotidiana… che è già un teatro di suo. Emozioni, casini, gioie, persino arrabbiature al supermercato: tutto può diventare musica, basta metterci ritmo.
Ci sono temi o messaggi ricorrenti nelle tue canzoni?
Sì: autenticità e liberazione. Non faccio poesia da manuale, ma dico le cose come le sento. Anche se a volte forse dovrei contare fino a dieci prima di scrivere.
Quali artisti o generi musicali ti hanno influenzato maggiormente?
Un mix caotico: pop, rock, musical e parecchio cantautorato italiano, in particolare De André, che è stato fondamentale nella mia crescita artistica ed emotiva. Amo chi sa far piangere e ballare nello stesso concerto, e soprattutto amo chi osa.
Come valuti la tua evoluzione artistica nel corso degli anni?
Sono passato dal voler imitare i miei idoli al dire: “Aspetta, ma io chi sono davvero?”. Adesso sono più diretto, più vero… e con meno paura di sbagliare, anche se continuo a farlo.
Qual è la tua canzone preferita da eseguire dal vivo e perché?
Quando canto dal vivo ogni canzone diventa un capitolo di un racconto più elaborato. Non c’è un pezzo in particolare – é come si susseguono i diversi capitoli a fare la differenza.
Da dove è nata l’idea per il tuo nuovo singolo?
È nata da una sensazione fortissima: la rabbia che diventa energia. La rabbia è spesso considerata un sentimento da reprimere e da non mostrare, ma io credo che abbia bisogno dello stesso spazio che diamo agli altri sentimenti. Se è ok essere tristi, o felici, allora deve essere ok essere arrabbiati. Non volevo farne un dramma, ma un ballo. Da qui: Il Ballo della Rabbia.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro in termini di carriera musicale?
Continuare a scrivere. Sto lavorando all’uscita di nuove storie. Ci sarà anche una collaborazione speciale in uno dei pezzi che farò uscire. Diciamo che ho tanta voglia di sporcarmi le mani.
