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Campi: “Tutto a posto”, tra incertezze e riflessioni

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Il cantautore bolognese Campi torna con “Tutto a posto”, un brano che affronta l’incertezza dei nostri tempi. In questa intervista, ci racconta le sue origini musicali, influenzate da artisti come Dalla e i Beatles, e il suo percorso tra speranza e introspezione. Il nuovo singolo esplora la domanda: “È davvero tutto a posto?”, invitando a una riflessione collettiva sul presente. Campi, con il suo stile inconfondibile, continua a evolversi, con nuove canzoni e live in arrivo.

Scopri di più nell’intervista su Prima Music.

C’è un momento specifico che ricordi come l’inizio della tua carriera musicale?
La prima volta che ho preso in mano la chitarra per imparare a suonare è stato alle elementari. Con altri due amici prendevamo lezioni a casa mia al sabato.
Era un gioco. Ma d’istinto ho iniziato subito a improvvisare melodie e ad incollarci parole e a prenderci gusto e più avanti al liceo sul banco di scuola ho scritto “Leggera”, ispirandomi alla leggerezza nelle Lezioni americane di Calvino. Forse questo è stato il primo momento in cui ho sentito di avere raccontato qualcosa di mio con una canzone e che avrei voluto riuscisse ad emozionare gli altri.
Poi quella canzone è stata inserita nel mio primo album “Un ballo di altalene”, con cui mi sono messo alla prova per dare inizio al mio percorso artistico.

Da dove trai principalmente ispirazione per le tue canzoni?
Devo dire che quando scrivo non ci sono regole. Ogni canzone ha una storia a sé.
Mi faccio sempre guidare però da una emozione o una sensazione particolare che riesce a portarmi lontano per poi tornare in veste di musica e testo .
Se penso alle mie canzoni, ad accendere la mia fantasia a volte è stato un incontro con una persona che mi ha stimolato come in “Beviamo un caffè”, altre volte una lettura come per “Leggera”, nata come dicevo dall’incontro con Calvino, ed altre ancora semplicemente un flusso incessante di pensieri, ricordi e momenti della mia vita come in “Non moriremo mai”. E ora l’urgenza di condividere un sentire e una riflessione in un momento storico complicato per chiederci se è davvero “tutto è a posto” e dove stiamo andando.

Ci sono temi o messaggi ricorrenti nelle tue canzoni?
Nel mio primo album ‘Un ballo di altalene’ il filo rosso era legato all’idea di sentirsi sospesi, in bilico tra slanci di speranza, di bellezza e momenti in cui l’incertezza, le paure e l’ansia sembrano prendere il sopravvento.
Il concetto era quello di ballare sospesi in aria, continuare a lottare e cercare di spezzare i fili di queste metaforiche altalene e prendere il volo.
Una caratteristica comune che ritrovo sempre nelle mie canzoni è la ricerca di un ‘deus ex machina’ che spesso ho trovato nella leggerezza, nel conforto, nella condivisione e nello stringersi davanti alle difficoltà e fare collettività.
Credo che il riscatto non possa più essere soltanto individuale, perchè “nessuno si salva da solo” ed è un pensiero che ritrovo molto in quello che scrivo.

Quali artisti o generi musicali ti hanno influenzato maggiormente?
Da bolognese sono naturalmente cresciuto ascoltando la scuola di Dalla, Cremonini, Bersani, Carboni …
Mi piace pensare che abbiano influenzato il mio modo di fare musica.
Una caratteristica che credo abbiano in comune è la capacità di unire la profondità alla leggerezza, cosa che mi piacerebbe riuscire a fare con le mie canzoni.
Ho sempre prestato grande ascolto a tanti altri cantautori italiani come De Andrè, Battiato, Pino Daniele,… ma se penso ai miei riferimenti internazionali i Beatles e David Bowie spiccano su tutti.
Collaborando anche come autore per altri artisti ho avuto poi l’occasione di contaminarmi con generi, stili e background diversi, e di ampliare così i miei ascolti e le mie influenze musicali.

Come valuti la tua evoluzione artistica nel corso degli anni?
Riascoltando le canzoni che ho scritto quattro o cinque anni fa, solo un paio delle quali ho inserito nel primo disco, credo di avere imparato meglio ad esprimere ciò che vorrei comunicare, di avere messo più a fuoco la mia personalità per quanto riguarda la scrittura. Si è modificato poi naturalmente il mio sguardo sul mondo e conseguentemente anche il mio modo di fare musica.
Anche essermi esibito in situazioni molto diverse tra loro mi ha permesso di testare cosa riesce ad arrivare e cosa no.
La collaborazione e il confronto come autore con altri autori, artisti e produttori mi ha fatto crescere, come si cresce cercando di contaminarsi con espressioni diverse e diversi modi di osservare da filtrare poi con la propria sensibilità.
Sono una persona molto curiosa e mi auguro di avere davanti a me ancora tante nuove occasioni di incontro e stimoli che mi permettano sempre di crescere e migliorarmi.

Qual è la tua canzone preferita da eseguire dal vivo e perché?
Quando suono con la mia band forse è ‘Non moriremo mai’.
È un brano molto sentito che ho scritto di getto in pochi minuti.
Un fiume di ricordi, paure, difficoltà , momenti di felicità , gioie e dolori, scorrono come immagini incessanti.
Il ritornello si ferma come una macchina da presa sull’istante in cui qualcosa ci fa sentire la magica sensazione dell’eternità .
Sentire che alla fine siamo tutto ciò che viviamo oltre che a quello che verrà.
Le cose ci restano addosso, al di la del successo e del fallimento.

Da dove è nata l’idea per il tuo nuovo singolo?
Nasce dallo sguardo su ciò che stiamo vivendo.
Un periodo di incertezza senza precedenti. Le relazioni tra le persone sembrano sempre più instabili, più conflittuali, così come imprevedibili quelle tra nazioni e sempre più fragili gli strumenti e la volontà di ricomporre le ostilità.
E allora una domanda nasce spontanea, come sto? E subito dopo come stiamo? E’ veramente “Tutto a posto” ? o solo fingiamo che sia così? Ci sono cose che occorre rimediare, difendere e conservare per non rischiare di smarrirci?

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro in termini di carriera musicale?
Scrivere canzoni per me e per altri artisti è sempre molto stimolante e quando queste riescono ad intercettare la sensibilità delle persone è una emozione unica.
Cantare sul palco dal vivo forse lo è ancora di più.
Questa estate ho già alcune date in cui porterò il mio nuovo singolo assieme ai brani del primo disco.
Intanto sto lavorando a nuove canzoni.
Uscirà presto tanta musica che non vedo l’ora di far sentire!

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